Serata Barolo con Franco Ziliani

Organizzata dell’ A.I.S di Arezzo, bella serata didattica con i Barolo condotta e curata dal Franco Nazionale che il cuor suo batte per il Nebbiolo e  di sponda per il Sangiovese Grosso.

Una degustazione di otto aziende e, per un chiantigiano trovare otto punti di vista e sapori completamente differenti rianima e apre il cuore.  Qui nel granducato adesso le cose stanno un pò cambiando frutto della stitichezza del momento e di passi indietro per andare avanti, ma fino a poco fa, organizzare una degustazione e trovare otto vini diversi fra loro faceva gridare al miracolo o allo scandalo, a seconda dei punti di vista.

Le considerazioni sui vini assaggiati per rispetto del Nebbiolo, della gente lo fa e lo fatica e per rispetto mio di una serata didattica, giacciono nel silenzio di un quaderno dei pensieri, dico solo vini buoni, qualcuno molto buono, uno sfuggente e desaparecido dopo cinque minuti di bicchiere,tutti colori rubini che rianimano cuore e mente.

Una parola in più  per il Barolo di Aurelio Settimo.

Nervoso, aggressivo, incazzato di acidità totale, poi lentamente esce menta, muschio, ramerino, si lascia fermo ma sempre stronca le mele e, nerbuto come un toro mette fuori prugna e frutta rossa in sottofondo.

A tavola e il passaggio degli anni la sua gran  figura.

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0 risposte a Serata Barolo con Franco Ziliani

  1. ambra ha detto:

    davvero consigliabile un giro nelle langhe……
    oltre al nebbiolo luoghi belli e suggestivi
    Ambra

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  2. angelica ha detto:

    Da voi il vino non è solo lavoro, è vita. Leggo e resto colpita dalla forma dialettica con cui vi accostate alla presentazione di un vino e la valenza che data ad una degustazione di otto vini.Una bottiglia presentata da intenditori ad intenditori è un battesimo in chiesa con tutta la sacralità legata al vino ed al battesimo. La tua presentazione, la trovo eccezionale, Pagliantini.E finalmente comincio a capire l’origine della tua rabbia.Ti hanno rubato il figlio adottivo ed inoltre lo ha fatto un fetente!Si può fare il tiro al bersaglio sulla testa pelata?
    Il tuo rapporto con le viti è viscerale. Devi ritrovare quanto ti hanno sottratto e se non lo puoi avere indietro devi adottare un altro figlio e convivere con la tua sofferenza.Ma ce la farai perchè sei forte. Credo di aver sentito dire a qualcuno che amava il vino che una buona bottiglia non tradisce mai!Ad maiora, amico mio.Angelica

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  3. Andrea Pagliantini ha detto:

    Anche in Calabria il vino non è lavoro ma vita e ti sbagli totalmente dicendo che una degustazione e il vino sono cose sacre per intenditori.
    Il vino è un prodotto della trasformazione dell’uva che risente del clima e dell’umore dell’uomo, ma niente è meno sacro e più semplice di un bicchiere di vino.
    Sono gli affabulatori e una parte di chi ci campa solo parlandone che tendono a farne una ortodossia di pochi che la devono spiegare al volgo che non capisce e non è all’altezza.
    Il vino è di tutti Angelica, ma non dei delinquenti stile il Testa Pelata che insudicia questo post e il mondo in cui vive con la sua presenza e le sue smanie fognarie.
    Io poto una vite o taglio un rovo e sono felice, un delinquente del genere non lo sarà mai perchè roso dall’invidia e dalla fame di soldi e di inculare il prossimo.
    Lui ed il vino non sono compatibili mai.

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  4. Pingback: Notizie dai blog su Vino al Vino di Franco Ziliani sospende le pubblicazioni

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