La Porta del Chianti

I nomi sono importanti, racchiudono in se la storia di luoghi in cui le persone vivono in connubio ai paesaggi in cui si muovono con i prodotti e pregi e difetti che ne incarnano.

Alcuni nomi sono famosissimi, il Chianti è uno di questi conosciuto in tutto il mondo come sinonimo di buon vino, qualità della vita e paesaggio (sperando buon vino e paesaggio durino dopo tante legnate) ma intanto in  pochi sanno che il Chianti Storico non è il territorio in cui si è spanta la produzione vinaria del Chianti Classico, ma la somma dei tre comuni dell’antica Lega del Chianti, ovvero Radda, Castellina e sotto Vertine che sarebbe  Gaiole.

Sempre più spesso  chi è fuori da un territorio, chi è fuori da una storia, chi non è conosciuto ma  ai margini di un posto più arzillo, si ingegna per prendere visibilità e farsi conoscere.

L’utilizzo  di “Porta del….” è il preludio a chi è fuori da un  contesto  per entrarvi neanche tanto in punta di piedi e trarne beneficio facendo credere di essere l’anteprima a qualcosa che non si è a chi passa distrattamente.

La Porta di Brandeburgo  pare strano qualcuno non l’ abbia strumentalizzata in agricoltura, turismo o cemento, fare vino non essendo conosciuti ma invidiare chi lo fa favolosamente da anni potrebbe indurre supercazzole a chiamarsi La Porta di Montevertine, antani tapioco che produce formaggi potrebbe chiamarsi La Porta del Parmigiano, la Maremma Laziale a chiamarsi La Porta della Toscana o La Porta di Roma……….

I nomi sono cosa troppo seria ed importante per essere usati a vanvera.

Dietro ci sono storie, emozioni, vita vissuta che non possono appartenere a chi non c’entra niente.

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0 risposte a La Porta del Chianti

  1. valerio ha detto:

    bellissima Vertine dall’alto……..ciao Andrea

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  2. gian paolo ha detto:

    Anche “Porta un bacione a Firenze” certo che la supercazzola con scappellamento e destra del Mascetti…ciao GP

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  3. Andrea Pagliantini ha detto:

    Concordo con te Valerio, Vertine bello visto dal cielo, visto da terra ha passato tempi migliori con meno betoniere a sproposito, ma lo chiamano progresso.

    Gian Paolo, sto schiantando dal ridere, ma “La Porta un bacione a Firenze” ancora non era stata toccata come livello di furberia, considerando la mole di persone che passano qua sopra alla fine questa bella etichetta su bottiglia piano, piano la si vede di certo 🙂

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  4. Michele Braganti ha detto:

    con 100% sangiovese viti a piede franco, biodinamica, e ciantellini……….ovviamente……..;-)))))

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  5. a ha detto:

    Per stare sul tema viti “Non aprite quella… Porta” 🙂

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  6. Andrea Pagliantini ha detto:

    “La Porta aperta a chi Porta” segnala in privato un affezionato lettore del blog, anche questo geniale supporto stile quello lasciato sopra da a

    @ Michele
    Carri trainati da chianine femmine illibate, ammostatrici di uva dopo lavanda di piedi con bacino di cipria e borotalco per farlo sentire nel Sangiovese, concerto notturno di cicale, grilli e illuminazione biodinamica di lucciole prese dai viali..

    Rumors di post che sta girando il mondo per aver sollevato sia pur in maniera divertente un argomento serio come i nomi e il loro uso.

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  7. gian paolo ha detto:

    Oh che l’è “Ciantellini “,ocio a non provocarmi ; perchè vi dico viti concimate naturalmente dall’uomo giovane e irrigate alla bisogna da nebullizzazione dorata di giovane fanciulla nata sotto il segno dei pesci e colta senza l’ausilio di forbici ,cesti e bigoncie perchè il vino si fa in vigna…e percio si pigia e si lascia lì a fermentare poi si lascia una anno e ci si beve la terra.come hai capito in fatto di grullaggine son davanti.ciao gp

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  8. Andrea Pagliantini ha detto:

    Gian Paolo piano a dare questi suggerimenti perchè qui trovi gente che ti piglia in parola e lo fa per davvero.
    In fatto di grullaggine in confronto sei molto indietro…

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  9. angelica ha detto:

    Pagliantini, hai dei commentatori simpaticissimi e con un senso dell’humor eccezionale.Ma è il vino che li scatena o da quelle vostri parti siete un po’ tutti così?Diciamo simpatici e burloni, ma guai a parlar di vino con voi?Ho sentito che chi lo fa cade sotto la vostra Santa Inquisizione!
    Cosa vuol dire- viti a piede franco -?
    Sono soprattutto ignorante e perdona la mia domanda, se puoi non mi abbandonare al pubblico ludibrio dei vignaioli e di chi di vino vive, di vino patisce, di vino gioisce.Angelica

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  10. Andrea Pagliantini ha detto:

    Non è solo il vino a scatenare commenti e stornelli sul vino, ma anche certi soggetti che si pongono al mondo come naturisti e poi hanno dei metodi di rapporti, conduzione dei vigneti e gestione delle cose al napalm e a gomitate.
    In più giocano sui nomi per fare bella figura e per essere conosciuti, cosa che lo sono davvero… conosciuti dopo magrezze figurative una di fila all’altra.
    Le viti a piede franco sono viti che non hanno radice americana, ma sono un corpo unico dalla chioma alle radici.
    Dopo la distruzione dei vigneti causa fillossera degli anni 20 le viti da vino vengono innestate tutte su radice americana che essendo amara, non è gradita alla fillossera e la pianta non muore.
    La serie di cavolate che certi soggetti dice e manifesta per farsi conoscere (ma lo sono già, sono famosissimi nel mondo del vino) parte dalle favole alle viti dei fratelli Grimm, al piede franco, alla conduzione familiare dell’azienda con un dipendente per vite piantata più la servitù sia chiaro ed altre amenità stile la produzione di vino tradizionale quando pare un concentrato di marmellate e legno che scivola nel nero.
    Come fare a non ridere non lo so proprio.

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  11. gian paolo ha detto:

    @Angelica
    Quando si vive di vino ,si respira di vino e si puzza di vino ,prima o poi la “grullaggine ” salta fuori e se poi ci metti che loro ,i Toscanacci,tutto quello che dicono sembra uscito dal film Amici miei è detto tutto,e solo a leggerli ti raddrizzano la giornata. Noi da bravi emiliani ,siamo poco avezzi al ridere…va bè ho finito le cavolate ,vò a dare il Ramato sperando nell’arrivo delle spagnole ,OLé.Ciao GP
    P.S. Andrea ,qui in paese c’è un tale Franco che ha un piede grosso e lo chiamano tutti a pintare le vigne …non sò :):):)

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  12. Andrea Pagliantini ha detto:

    @ Gian Paolo
    noi qua sopra si sta dando delle dritte ad un bio-fava da sovescio che a forza di porta aperta, porta chiusa, porta chi ti pare purchè porta parecchia grana, non sta capendo un bel nulla di come si gestisce una zolla di terra.
    Io, te e tutti gli altri che passano forniamo consulenze gratuite per metterlo sulla buona strada.
    Non gli far credere che dando ramato tutti i giorni arrivano le spagnole del film il ciclone sennò quello rama anche i pali del telefono e della luce.
    Digli a Franco Dal Piede Grosso che in Toscana lo aspettano a porte aperte.

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