Foto: un giorno “delle stesse cose”

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Un sabato all’insegna di cose belle, certo non “delle solite cose” di chi non è mai contento e non sa cogliere la pienezza e la grazia di quanto si para davanti o si ha la fortuna di incontrare.

Farfalle felici che volano su fiori di rovo e finiscono per volersi bene, un ciclista sedentario e panzone, un uomo dei boschi che mi aiuta a tagliare  castagni morti per farne sedie sotto un noce, un uomo antico nei gesti, che toglie a mano le infestanti dal grano poco prima che la trebbia passi e lo  separi  dalla paglia.

Una coccinela felice, una fetta di cocomero fresco, un’amaca che attende chi si vuole riposare, uno spaventapasseri contro i cattivi pensieri e contro i disagi dei tempi.

Un sabato di luglio, sereno e semplice, questo si, ma non credo “delle stesse cose”.

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4 risposte a Foto: un giorno “delle stesse cose”

  1. Cinzia ha detto:

    Sempre molto belle le foto che metti sul blog.

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  2. Claudio ha detto:

    Bella la vita che traspare dalle tue foto, guardo ed immagino la pace che aleggia intorno quei magnifici posti e la serenità d’animo di chi li vive.
    Ci manderei un bel pò di gente a vivere in quei luoghi, così che riscoprirebbero i veri valori della vita e libererebbero le loro menti dalla pazzia della freneticità ….. però poi penso che è meglio che rimanghino al loro posto perchè sarebbero capaci di rovinare e distruggere tutto.

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  3. Monica ha detto:

    Claudio non ci mandare nessuno, ce ne vengono già troppi

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  4. Andrea Pagliantini ha detto:

    Ciao Monica e Claudio, vi rispondo qui e riunisco i tre commenti.
    L’uomo che pulisce il grano, lo fa per rispetto del frutto e per aumentare la qualità di quello che va a raccogliere.

    Poi, ha ragione Monica, e per quanto riguarda la gente che vorresti madare in questi luoghi, astieniti, cominciano ad essere già troppi i fattori inquinanti che invece di calarsi in una realtà e viverla in simbiosi, vogliono opprimerla e condizionarla, con il risultato che l’ambiente si ribella.
    Per fare un esempio, ci sono persone che trattano con arroganza e violenza i vigneti, passando in mezzo con un trattore senza legare le viti, con il risultato che strappano dalla pianta i capi a frutto e denudano la vendemmia.
    Non rispettano le piante e non ne prenderanno il succo e il mosto per anni a venire, purtroppo sembra anche che non importi niente.
    Anche questa è una forma di arroganza e di scarso rispetto, poi se non ricordo male, è dall’uva che si trae vino, dai sassi non l’ho mai visto fare.

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