Il fico sul campanile della Pieve di Pacina

fico nato campanile pieve pacina

Problemi continui per una delle chiese più singolari e preziose del territorio della Berardenga.

Il campanile “a ciminiera” presenta in alto a sinistra rispetto alla campana la presenza di un ficole cui radici affondano nella parete.
Poca cosa e problema di non difficile soluzione, ma c’è il timore che con la scomparsa di Don Vezio (ottimale curatore delle strutture edilizie religiose) che anche le cose semplici possono diventare difficili come attraversare un deserto a piedi.

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Vento gelido al castello di Meleto

Una volta era un castello ora è un “wine resort”, ma i villeggianti non dormono nelle botti poste nelle antichissime cantine dei sotterranei o nella rimessa (sul lato nord) del delizioso calesse che era al servizio dei signori del castello.
Di notte e visto da lontano un vecchio stradello (incatramato in tempi recenti) che conduce alla Casanuova, acceca le tenebre per intensità di luce.
Un vento gelido d’autunno fende le assi stinte del panchinone, la natura morta del giardino che era un orto florido, le stanze sopra all’ingresso del maniero da cui dopo decenni veniva calata un preziosissimo vinsanto.
Silente anche il frantoio (le cui macine in pietra sono finite all’ingresso di una vigna) dove era un formicaio di persone per far giungere l’olio dal separatore.
Vento gelido d’autunno, con il fantasma di Bruciapassere del Molinlungo che non trova pace, le enormi piscine chiuse, come la strada con il masso piantato in mezzo che portava a Rietine, con il vento che sbatte sulle scarpe delle mura e trova asilo e conforto fra i ruderi di San Piero.

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Tenuta… in termini agricoli

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Giusto per sfatare il mito e dare un giusto peso alla realtà dove il linguaggio corrente sempre più pomposamente trascina verso l’alto un sottile livellamento culturale verso il basso.
Si parte dall’unità poderale, con casa, stalle, capanna, parata, cantina con circa dieci ettari di terreno intorno (quanto basta per il sostegno a una famiglia mezzadrile).
Un insieme di poderi danno vita alla Fattoria, un insieme di fattorie della medesima proprietà danno vita a una Tenuta.
Niente a che vedere con i tempi moderni, dove una semplice ex casa colonica con un po’ di vigna intorno di definisce sconsideratamente… una tenuta o – sempre sconsideratamente – un podere che improvvisamente diventa villa.

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Il fumatore molesto nel pallinaio bocciofila

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Ci sono persone che vantano un lunghissimo curriculum di premi: coppe, targhe, spalle, caci, bottiglie di vino e prosciutti vinti in estenuanti gare di bocce, che hanno cessato di frequentare il “pallinaio” per “merito” di incivili che continuano a fumare senza ritegno all’interno di locali dove non si può e non si deve.

Si tratta di soggetti che “quando parlano vogliono aver ragione” o in merito a temi generali “sono quelli che quando fanno una cosa, la vogliono fare come dice la legge”.
Certo, “la legge” che viene incontro al loro porco comodo, mentre per quanto riguarda certe loro moleste abitudini, sono gli altri a doversi assoggettare alle loro prepotenze, altrimenti “c’è il rischio che all’interno della bocciofila (senza fumo) non si riesca a trovare le persone per disputare qualche partita…
Ciò ha anche comportato in tempi neanche troppo lontani che si predisponesse una comoda poltrona con a lato il prestigioso portacenere ad alberello da salotto (in puro stile anni ’70) per ostentare in maniera clamorosa come il cialtronismo imperante, sia attualmente di moda e sia di connotazione a un becero e limpido “stile” garzonesco.

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Posto Telefonico Pubblico anno 1969

elenco telefonico 1969 vertine

L’Elenco ufficiale degli abbonati al telefono della Sip per l’anno 1969 (comprensivo delle province di Siena – Arezzo – Grosseto) è un volume alto meno di un centimetro comprensivo (nella parte finale) delle pagine economiche o Pagine Gialle.
Un Posto Telefonico Pubblico era garantito in ogni piccolo paese: a Vertine si trovava presso il locale alimentari con orario dalle 8 alle 12 e dalle 14 alle 20, mentre nei festivi il servizio veniva garantito dalle 8 alle 12.
Infatti la Bruna era sempre in movimento perchè “Doveva fare un’ambasciata”, il che voleva dire che aveva ricevuto una chiamata per una tale persona (del paese o dintorni) che doveva essere avvertita e che da lì a una certa ora avrebbe dovuto trovarsi alla bottega per parlare con chi aveva parlato in precedenza.
La cabina telefonica era un bunker in piena regola (sulla destra della bottega) con una grande e massiccia porta munita di vetro.
La luce si accendeva con una piattina bianca posta in alto e si poteva telefonare ovunque (senza gettoni) e il costo della chiamata veniva regolato con un “conta scatti”.
Volumi di elenchi telefonici più voluminosi e di varie città inizarono ad arrivare più avanti, con il paese che si svuotava e molti paesani che si erano trasferiti in altre località.

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La super luna sulla torre

super luna a vertine 16 novembre 2024 foto di andrea pagliantini

Le prime brinate staccano i piccioli dalle foglie e le vigne pigliano il gusto dell’inverno, tanto che al calpestarle sembra ne esca un fragile lamento.
Di prima mattina ci sono già splendide signore a passeggio, cui l’aria frizzante comporta una ottimale riparazione delle orecchie con la lana.
E’ in quell’istante in cui il sole si sta per alzare e la luna tende ad andare a dormire: stavolta il sole ha qualche ragnatela di nuvole davanti e la luna stenta a pigliare sonno e pare si appoggi sulla torre principale di Vertine.

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Sentimentale Pacina

Il romanticismo dei ragazzi mano nella mano prima di diventare grandi, poi i passi da grandi con il cuore che batte fra colza gialla in fiore, foglie di colorino porpora innanzi ai cipressi e nane nello stagno più occhi nocciola insostituibili e pungenti.

I nonni e le nonne, le ragazze con i cani, alcuni prussiani con il frequenzimentro in uno dei luoghi più intermittenti e logici per caricarsi le pile.

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Il poggio rosso di Radda in Chianti

foglie vigna rossa raddain chianti

Di sicuro la vigna rossa che accompagna la salita che conduce a Radda, venendo dalla rotonda del policlinico, non è sangiovese (avendo esso in questo delicato periodo dell’anno un vestito che dal verde vira al giallo) ma poco importa dato che quella vigna pare piantata dalla Pro – Loco come fosse un lunghissimo tappeto rosso per accogliere con riguardo quanti si recano nella capitale storica del Chianti, che il Porciatti sostiene sia il paese più bello del mondo.

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Un libro sul ciclismo eroico della Mens Sana

polisportiva mens snaba siena

La storia inizia nell’autunno del 1870 quando Giuseppe Pianigiani, Augusto Alessandri ed Ettore Tuci, indissero una riunione presso un punto di ritrovo della Lizza (alla birreria Giudat)
presenti anche una quarantina di soci, per la costituzione dell’Associazione Ginnastica Senese, divenendo in pochi anni un punto di riferimento a livello nazionale.
La parte ciclistica (insieme a scherma, atletica e podismo) venne inserita nella Polisportiva ai primi del Novecento, e fù la prima Società a cimentarsi nella Pallacanestro.
Stella d’Oro al Merito Sportivo nell’anno del Centenario e con un archivio, un’aneddotica e un medagliere in varie discipline che costituisce un patrimonio della città di Siena.

A proposito di ciclismo pioniere (più che eroico) la Polisportiva Mens Sana, ha in cantiere un corpulento programma di pubblicazioni per rendere merito alla sua storia e a quanti si sono sbucciati le ginocchia nel breccino indossando la gloriosa maglia dai tempi dei “falcioni” a ferro puro e gomma piena fino ai giorni nostri.
Il libro “Il ciclismo eroica della Mens Sana” è il primo volume di un progetto di ampio respiro, di una collana di ben cinque volumi così concepiti: Il primo riguarda i primi 50 anni della vita sportiva della società (1871-1921); il secondo parla della continuità sportiva dal 1922 ai giorni nostri; il terzo è specifico sulla gara ciclistica “la Popolarissima”ܖ famosa a livello nazionale con l’assegnazione della maglia tricolore del campione italiano; il quarto è costituito dalle biografie di alcuni ciclisti; il quinto è una raccolta fotografica conimmagini, per lo più inedite, custodite dalla sezione ciclismo”.

Un lungo lavoro di ricerca condotto nell’Archivio della Polisportiva, presso l’Archivio di Stato, varie collezioni private e presso la Biblioteca Comunale degli Intronati.

Tutto il ricavato di questo primo libro andrà a Ξnanziare il progetto “SCUOLA DI CICLISMOܖ che ha lo scopo di promozione e sviluppo del ciclismo giovanile, attraverso la formazione di istruttori di primo, secondo e terzo livello, mediante la scuola sportiva della Federazione Ciclistica Italiana. Fonte: Il Cittadino

Dove comprarlo: il libro della Polisportiva Mens Sana 1871 è già disponibile nelle librerie senesi e online sul sito della casa editrice Susil Edizioni: https://pubblicailtuolibro.com/products/il-ciclismo-eroico-della-mens-sana-di-robertino-chiarelli-e-polisportiva-mens-sana-1871.

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Restaurata la stazione di Castelnuovo Bga Scalo

Tutto ebbe inizio nel settembre 1859 quando venne inaugurata la linea Siena – Sinalunga e la piccola stazione di Castelnuovo iniziò a raccogliere viaggiatori e qualche raro villeggiante.
I treni passano ancora – ma sempre più raramente – ridotti nelle corse e nel servizio sulla linea Siena – Chiusi, però qualcosa è successo.
Gli edifici della stazione erano in stato di avanzata decomposizione (simbolo vivente della dismissione di ogni casa abbia la parvenza di Pubblico) ma a volte succedono miracoli e per chi passa allo Scalo (dopo un po’ di tempo) si accorge che la piccola stazioncina è stata ben curata e rifornita nuovamente di dignità, decoro e vernice fresca.

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