La casa del sole di Rapolano Terme

Sembra una canzone di Sergio Endrigo messa in azione e rotazione a seconda delle stagioni: “Per fare il frutto ci vuole il seme… per fare tutto ci vuole un fiore”.
Poco distante da una torretta con archibugera, con la Pieve di San Vittore davanti, le rotaie dove passa il treno sottostanti, la gatta bianca e nera che accompagna le visite, c’è il nido di una famiglia che regala a chi passa una cura e uno spiraglio di colori che sonoil testo di un’altra canzone immortale che scalda il cuore “Gracias a la vida” scritta da Violeta Parra e applicata da una coppia di Rapolano Terme.

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Via Fiorita, la Maranello della Berardenga

Castelnuovo Berardenga ha i parcheggi più belli del mondo, ma sono i più desolatamente vuoti che ci siano nell’universo, dato che le macchine sono ammassate per le vie del centro, la piazza e soprattutto via Fiorita, dove un’ambulanza che avesse necessità di passare per il Rione Castello, necessita di essere sostituita dall’atterraggio dell’elicottero giallo perchè per mezzi di soccorso, forze dell’ordine o residenti, prima di passare, ci sarebbe da chiamare il carroattrezzi.
La questione sarebbe di facile risoluzione, ma siccome il consenso si basa anche sulla coltivazione delle abitudini marrane e il “dolce sentir far niente” è il programma di cura più ricorrente, il problema è sempre chi mette in vista i mali usi e costumi del luogo, invece di chi li coltiva e perpetua da secoli.

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Mimosa della Pieve di San Vittore

Mimosa al sapore di sale e profumo di salsedine quella che guarda al campanile della Pieve e ruggisce al sole quei pallini gialli baffuti storditi dalla gaia bellezza della rondine salentina, paffuta di sonno, pasta e giornale, mal di collo costante, giorni svagati di fotocopie e fresco sotto ai lecci del laghetto.
Ti accendi dove battono gli occhi e si riempiono di fascino allo specchio.

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Pablo Piovano, fotografo degli effetti del diserbante

Pablo Ernesto Piovano, classe 1981, è un freelance, uno dei primi ad aver documentato attraverso la fotografia le conseguenze durissime del massiccio uso di erbicidi nel nord est dell’Argentina.

Piovano documenta le terribili malformazioni, malattie della pelle, tumori e gravi problemi respiratori di uomini, donne e bambini esposti all’uso indiscriminato di pesticidi ed erbicidi.

Le sue foto in bianco e nero, sono documenti incontrovertibili di come certe sostanze chimiche siano molto pericolose in primis per l’uomo e poi per la natura in ogni sua forma.
Per chi vuole approfondire, il tema ne parlano il giornale GrenMe e Sbilanciamoci.Org.

Vengono in mente – nel nostro contesto – certe vigne arancioni nel territorio del Chianti Classico nel mese di gennaio, vengono in mente a breve tutte le altre vigne che si aggiungeranno.

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L’organista di Monte Oliveto Maggiore

organista monte oliveto maggiore

Subito dopo una colazione di preghiere il Padre Organista si allunga e gira le dita, le scalda soffiandoci sopra e drusciandole forte nei calzoni di velluto sotto la veste candida (che la volumetria della chiesa dell’Abbazia si scalda solo ai raggi di giugno) sfoglia il leggio delle note e parte di suono celeste di melodie drammatiche e canti gregoriani.
Si assiste in silenzio, ci si lascia trasportare nelle nuvole dei gironi danteschi e del tintinnare dei forzieri vaticani, ma la richiesta sarebbe una: “Che lo suoni C’era una volta il West”?

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Berardenga, la rotonda stradale del Fornetto

Quando si realizza una rotonda, immediatamente parte il dilemma su come caratterizzare artisitcamente questo circolare manufatto spartitraffico.

A volte viene posta una pianta di certe dimensioni al centro, altre volte si chiede aiuto ad artisti valenti per creare un’installazione raffinata che caratterizzi il luogo o connoti un paese con un ingresso accogliente e di prestigio.
Nella Berardenga si è più oltre… forse per un innato senso ecologico del riuso, o forse – più probabile – per la marrana vocazione consolidata di lasciare in giro le cose che non servono più, maledicendo poi quanto il paese sia sporco e costellato di stendini, tinozze, tricicli, cassette di ogni tipo e carillon.

Il fornetto è già stato rimosso e prenderà a breve la via per l’isola ecologica più vicina. Fonte: Il Cittadino

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Il riuso commerciale dello scorcio di San Donato in Perano

Recentemente alcune scelte del comune di Asciano hanno fatto scalpore, con sonore multe a quanti sulla stampa e sul web hanno utilizzato immagini territoriali per promuovere se stessi o qualche attività più o meno commerciale.
Nel Chianti – Storico – se dovessero partire le multe per un uso fuori contesto o commerciale per le foto territoriali usate impropriamente, ci sarebbe da lastricare le strade d’oro.
Lo scorcio panoramico di San Donato in Perano (al confine fra i comuni di Radda e Gaiole) è un triste caso emblematico fra comuni che lo usano come facente parte del proprio territorio (come Bagno a Ripoli) o venditori di vino per corrispondenza che lanciano una vendita di vini di una denominazione totalmente al di fuori del contesto, ma si guardano bene dal dire dove quelle vigne si trovano, oppure da mettere in mostra i filari di vigna dipinti di arancione – diserbante, come accaduto in questo appena scorso mese di gennaio. Fonte: Il Cittadino

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Maurizio Maggiani alla Libreria del Mondo Offeso

Grazie alla vita che ha portato Marco e Laura a lasciarsi alla spalle un’intensa attività culturale a Milano – in una libreria “faro” di lettori e presentazioni – per venire a riaprire la Libreria del Mondo Offeso in piazza Marconi a Castelnuovo Berardenga.
La sproporzione fra i due luoghi è notevole: da una parte “il logorio della vita moderna”, dall’altra il logorio della vita in provincia, dove argomenti degni di nota sono una lite fra vicini, qualche pazza che va in escandescenza, le solite macchine accatastate ovunque (di giorno come di notte) la sciatteria di fornetti e stendini sul bordo della strada, la triste fontana senz’acqua.
La bellezza accatastata in secoli di storia sulle armoniche colline intorno in una delle campagne più romantiche esistente sulla terra.
Ecco arrivare Maurizio Maggiani per una conversazione fra i lettori in una libreria straboccante di persone (presentando il suo ultimo libro “La memoria e la lotta, Calendario minimo della Repubblica) dove inizia a raccontare la sua infanzia, i rapporti con il mondo esterno in quella zona di confine e di cavatori che è la Lunigiana.

“Cresciuto nella miseria e nella fratellanza”, figlio di un giovane che per imparare il mestiere di elettricista si arruolò nell’esercito e venne ripagato con tutta la Campagna d’Africa fino a El Alamhein.
“La libreria non è un negozio” dice Laura Ligresti.. la libreria è un posto dove si trovano esperienze su carta o si scambiano storie fra persone che s’incontrano.
Un mondo brutto, dove tanti anni di lavaggio del cervello (televisivo, scolastico, competitivo) hanno reso le persone diffidenti, aride, dove la guerra nelle sua barbara ferocia entra nelle case ogni giorno, in Palestina, Libano, Ucraina in maniera molto diretta e tragica.

Dialogo serrato fra i lettori e lo scrittore, il tema di questa nostra cara Repubblica è sentito e appassiona, vengono in mente le parole del caro Presidente Sandro Pertini che soleva spesso ripetere: “Questa nostra Repubblica l’abbiamo pagata con il sangue e la galera…”.
C’è il rischio che ogni giorno ce ne venga portata via un pezzettino sotto ai nostri occhi, insieme al nostro futuro. Fonte: Il Cittadino

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Paciano del Trasimeno

Comune poco al di sotto dei mille abitanti, il cui capoluogo si percorre in una decina di minuti, ma c’è una forte energia positiva perchè poi si ripiglia a percorrerlo in senso anti orario e poi per vie traverse, incuneandosi fra i vicolini e poi sostando sotto al leccio (di fronte alla chiesa) in un silenzio non disadorno di uccellini che cantano.
Sarebbe (per la cronaca) fra i “Borghi più belli d’Italia” e di certo se lo merita, e se si dovesse far visita al paese, conviene farlo nel giorno dell’Infiorata (Corpus Domini) dove le strade si riempiono di petali colorati e allora si illumina con il riflesso del lago e dei pesci ci saltavano.
A Ferragosto c’è la sfida dei carretti di legno per le vie del centro storico… ginocchiate nelle cantonate, ma anche tanta brace, festa e buona musica.

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Siena, chiuso l’alimentari Lorenzini

Generazioni di studenti e professori della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Siena, hanno fra i ricordi e i sapori più cari, il momento della pausa pranzo, che a seconda del tempo a disposizione, prendeva canali diversi.
Qualche veloce panino per i più frettolosi, una infinità serie di bontà fra affettati e formaggi e tutta una serie di delizie di piatti pronti (realizzati da signora valente) che bastava solo scaldare in forno per pochi minuti.

Seguendo il ciclo della stagionalità si passava dalla minestra di pane alla panzanella o insalata di farro, vari arrosti, polpette, super sfiziosità come le zucchine o i pomodori ripieni.
Un velo di malinconia per il guardare sempre al passato per un triste presente.

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