Il rutto del bovino americano a Sant’Antimo

Arriva una Porsche lucentissima con targa svizzera. Ne escono una signora e un cocomero con le braccia, i bermuda (sul punto di scoppio in vita) il capello rado tirato da parte e tinto alla Donald con la ramatrice a spalla.
Appena all’aria fresca e non confezionata da macchina germanica, allargata di braccia e rutto galattico che rimbomba nella vallata che contiene Angelus, pace, canti gregoriani, ulivi e lepri intorno all’Abbazia di Sant’ Antimo.
Con falcata acide e uriche e sapiente grattata di culo da brucia, il bovino si inoltra gutturale dal parcheggio (non pagato da striscia blu) verso l’Abbazia, con tutti i presenti meravigliati dello stile svizzero che va a deperire.
Ma le prime parole dell’uovo sodo (cocomero) con le braccia sono una liberazione dato che il suo abbaiare non è quello tipico della Confederazione Elvetica ma di un billocco americano qualsiasi.
Sempre nel solco che traccia il “turismo colto e rispettoso”.

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