
Nelle Sacre Scritture, la vite è simbolo stesso della vita: prosperità, abbondanza, fede, ma anche saggezza e lungimiranza.
Con la sua foglia ci si può coprire davanti o pulire dietro, alla vendemmia si conserva qualche grappolo fino alle feste natalizie da spiluccare come buon auspicio di salute (per tanti anche di quattrini).
La rimanenza, appesa o disposta sui cannicci, di lì a breve, viene spremuta e sotto forma di mosto, ricoverata nei caratelli per il futuro vino da Messa.
Alla Badia a Monastero, un grappolo ingegnoso, si può ammirare tutto l’anno: acini fatti di fiaschi, una foglia autunnale, appesa alla penzana.