C’è una sedia in ogni vigna, quando non una vera e propria poltrona messa per riprendere fiato dopo la pulitura di un filare andando in basso e di un altro tornando in alto.
Le scarpe non hanno cingoli e marce ridotte, non bruciano gasolio, ma energie del corpo e il riposo dopo un paio di filari si fa tenendo le forbici in mano e guardando quella meraviglia di uva e di verde che sono le vigne vertinesi di Pasqualino.