Poche viti, ma tenute con garbo e con rispetto per fare pochi hl di vino per consumo familiare.
Le mani grandi e callose di chi ha potato, legato, sparso rame e zolfo a spalla, pulito, sfogliato, vendemmiato, diraspato e adesso si accinge a fare i dovuti rimontaggi al mosto dopo che è iniziata la fermentazione.
Verrà vino ad immagine di chi lo ha cullato dalla pianta alla cantina, un vino tranquillo e soprattutto onesto.
Prodotto per palati fini.












Che sia per palati fini non lo metto in dubbio..come sono certo che sia un vino onesto..
Che sia “tranquillo” permettimi di dubitarne..se è a tua immagine e somiglianza..
Quando ero piu piccolo ero ghiotto del mosto. Sarà una vita che non ne assaggio un po.
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La “tranquillità” di chi non si arrende ed è un vulcano poco spento.
Comunque il mosto non te lo consiglio, c’è da stare al bagno per ore…
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Beh, se la metti cosi, mi crogiolo volentieri in questa tranquillità…
Per il mosto, devi ammettere che aldilà degli effetti collaterali è una vera prelibatezza..almeno il ricordo che ne conservo mi dice questo..
o sono i ricordi a rendere tutto dolce e buono?
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Sono stupende le foto di queste fasi della lavorazione del vino … un bel colore rosso …. a questo punto mi viene la curiosita’ di sapere come sa il mosto visto che non l’ho mai assaggiato ….
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@ babeuf
sono i ricordi a rendere tutto più lieto e diverso.
Sono i sapori provati quando si era bimbi e si ricordano con estrema dolcezza, specie adesso che crescendo, ci rendiamo conto che tutto dolce non è.
@ il mosto, quello di sangiovese vero è dolce e un pò asprigno, ma se non l’hai mai assaggiato, ti consiglio di farlo, con qualsiasi uva riesci a trovare nei tuoi caldi posti di Sicilia.
Provalo bagnando una fetta di pane e poi mi dici
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