Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi fa della televisione il suo guru.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle ‘i’
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge, chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.
Pablo Neruda
Dedicata a chi non si arrende. A chi cerca di vivere secondo coscienza e non pesta piedi, a chi ha la testardaggine di essere se stesso, sempre a dispetto delle convenienze ma a rispetto di se.
Per Antonella.
E poi Robberta, Stefania, Augusto, Vita, Simone, Marisa
e poi Filippo,Il Maestro, Franco Z., Teresa, il Pipa e Alessandra.



Lentamente muore chi troppo lentamente ha vinto le sue paure.
Lentamente muore chi non ha stretto una mano per volare dove lentamente doveva scorrere solo la vita.
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Lentamente muore chi ha creduto ed è stato tradito.
LEntamente muore chi non riesce più davvero a sorridere
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Monica secondo me quando si è traditi bisogna non pensare che si è morti ma bensì che si è stati feriti e che bisogna riprendersi ed essere piu’ forti di prima.
La poesia è bellissima … sarà che la conoscono in pochi.
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la poesia e’ bella, questo si’, ma e’ troppo categorica, alle certe persone fara’ solo aumentare il complesso d’inferiorita’, tutti noi abbiamo le sue debolezze e questo bisogna ammettere. ma per i periodi di riflessioni va bene.
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Sembra che alla fine questa poesia non sia davvero di Neruda, ma che importa? Penso che sia molto bella lo stesso.
Si può morire di tante morti, ma molte volte ne siamo noi gli artefici.
Buona vita a tutti
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bella ma è giusto dare a cesare….
http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/politica/crisi-governo-2/poesia-neruda-no/poesia-neruda-no.html
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Mi era stata passata e dedicata da persona cara e presente.
La poesia rimane bella lo stesso, anche se è giusto dare il merito a Martha Medeiros della composizione.
Mi dispiace solo che ci sono caduto come Mastella, ecco, avere qualcosa in comune con lui, proprio non mi lusinga.
Grazie dell’intervento e della precisazione, Nicola.
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