La cena con quello che c’è

Non sono molti i paesi che la sera allo scoccare della fatidica frase: “Che si mangia stasera?” applicano una unione di tavoli e di condivisione all’improvviso di quello che si sarebbe mangiato nei vari nuclei familiari e lo portano in tavola per dividerselo insieme.
Si condividono gli affettati, le verdure condite, i caci, i vini, il pane, i carpacci ai tartufi e si sta una sera tutti insieme sotto ai lecci del Parco a condire la vita di un sapore fraterno.

Pubblicato in Arte e curtura, Federica, Fotografie 2025, La porta di Vertine, persone | Contrassegnato , , , , | Lascia un commento

Il prosciutto di Giocondo sul Pratomagno

Arrampicarsi fino a 1500 metri e trovare un prosciutto non degno sarebbe una delusione cocentissima anche se mitigata da un soffio fresco che smuove un’aria raffinata che si insunua tra le foglie di castagni e faggi, sotto le cui radici si filtra e si depura un’eccellente acqua leggera e ghiacciata, ottima per la sete da camminata e poi per essere rimpianta.
Invece l’escursione è premiata con un prosciutto dal sapore antico, chiaro, con il giusto grasso e salato il giusto, tagliato con la poesia di una affettatrice Berkel con il volantino e messo a pizzicotto sul pane fresco (anche questo da urlo).
“Da Giocondo”, un rifugio creato dal niente nel 1973 dal casentinese – di Quota – Giocondo Ciabatti, scomparso nel 2023 e celebrato (dalla famiglia che ne continua l’opera) con una grande cura dei sapori.

Pubblicato in Arte e curtura, Federica, Fotografie 2025, persone, romanticamente | Contrassegnato , , , , , , , , , | Lascia un commento

Cartoline per Benjamin Netanyahu

Il mese di agosto non è il periodo migliore per distogliere l’attenzione delle persone da una pasta con le vongole o da sontuosa grigliata dopo mesi di pressione, di calcio-mercato e campionato da iniziare, di ferie (o presunte tali) da iniziare o da programmare all’ultimo minuto.
Si è abituati a indignarci singolarmente e per pochi minuti, lasciando poi che siano gli altri a cambiare anche le cose più oscene, mentre si è presi fondamentalmente da un’indifferenza che è sempre un alibi perfetto per chi ha fatto una professione l’abbaiare alla luna e aspettare il movimento di altri.
Un’azione semplice, che implica l’aquisto di una cartolina e di un francobollo nel posto dove si vive o si è in vacanza, un indirizzo certo con un messaggio di Pace, scritto a penna con coscienza e senza offese, altrimenti chi bombarda quotidianamente una popolazione inerme è capace di affermare che è molestato da una torma di maleducati.
Un messaggio di amore e pace da mandare con una cartolina del proprio villaggio a un semplice indirizzo: Mr. Benjamin Netanyahu, Palazzo Kirya Hamelech, via Balfour Gerusalemme, Israele.

Pubblicato in andrà tutto bene, persone | Contrassegnato , , , , , , , | Lascia un commento

Il Palazzo di Vertine prima del restauro

Questa foto farà commuovere molti animi sensibili che ricorderanno come era la loro infanzia e il loro crescere in un piccolo angolo di mondo pieno zeppo di sassi e di erba secca.
Da notare la bellezza dell’acciottolato (romano) che da Vertine scendeva (e si vede anche ora) verso il podere Colto alle Bolli (Coltalebolle da non confondere con l’attuale assurdità di “Villa Chianti Veetine).
Da notare che il profilo dell’edificio a destra è rimasto più o meno tale, mentre a destra l’ulivo in bilico rimane, ma tutta la panoramica è offuscata da una parete fitta di cipressi che compromettono la stabilità stessa del muro.

La Torre del Palazzo è significativamente diversa dopo il restauro sostenuto a metà degli anni ’70.
A parte i più o meno punti luce presenti ora nella struttura (di quello che nei secoli è stato la residenza del Signore di Vertine) si noterà la copertura a tegole e coppi della torre, il che porta a pensare che anche la Torre d’ingresso avesse a suo tempo una tale struttura invece delle terrazze attuali.
Solo che nel corso dei secoli la Torre principale divenne un tubo vuoto e la memoria non è sostenuta da fonti certi, tranne che un dipinto Cinquecentesco posto nella casa del prete (canonica) che mostra le Sette Torri merlate, il che fa supporre che anche esse avessero un tetto fatto di tegole.
Foto Fonte: “I castelli dell’antica Lega del Chianti” di Renato Stopani e Italo Moretti, Nuova Editrice Fiorentina 1978.

Pubblicato in Chianti Storico, Etruscany, Federica, La porta di Vertine, persone, romanticamente | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Il Palio di Francesco De Grandi

Palio del 16 agosto 2025, dipinto dal pittore palermitano Francesco De Grandi, autore che usa il pennello come fosse uno scatto fotografico.

Pubblicato in Arte e curtura, Federica, Palio | Contrassegnato , , , , | Lascia un commento

Calice di Stella

Quel buon profumo abbronzatissimo in un pezzo unico di Acqua dell’Elba nella notte dove franano le stelle e fioriscono i ricordi, i colpi di vento sul collo, una malinconia al cospetto della fine dell’estate su una panchina di Vertine con nua gattina fusante in collo.

Pubblicato in Federica, La porta di Vertine | Contrassegnato , , , | Lascia un commento

Una Morgan Super 3

Un casino infernale precede l’arrivo di quella che si crede essere una mietitrebbia in movimento o il triste elicottero che porta gli annoiati alle abbuffate di pesce sulla costa in fase di atterraggio fuori misura, mentre si tratta di una macchinina che ha l’aspetto di un’Ape all’incontrario (due ruote davanti e una dietro) il che la rende più stabile dalle scosse da ribaltamento.
Ne esce una coppia di tedesconi da asporto con canino troiaio abbaiante e ammirano con sublime gioia di essere capitati in un posto bello e accogliente come Vertine.

Pubblicato in Arte e curtura, Chianti Storico, Etruscany, Federica, Fotografie 2025, La porta di Vertine | Contrassegnato , , , , , , , | Lascia un commento

Il Parco delle rotoballe di Ligure

Alla fine del Settecento arrivò in zona la casata dei nobili genovesi Brignole (da cui la villa omonima e il toponimo di un gruppo di case in mezzo a delle ondulazioni romantiche (per chi le vede) un po’ meno per chi doveva dissodare con i bovi o – in epoca moderna – con i trattori.
Le pendenze ardite poco cambiano nonostante lo scorrere dei secoli in questo immenso granaio a cielo aperto, caratterizzato in ogni stagione da colori sgargianti o grigi quando l’argilla viene rivoltata.
Strisce di colore diverso a seconda della direzione di mietitura, canto di fagiani e passaggio di lepri, una disposizione artistica delle rotoballe di fieno, chiara d’uovo montata a panneggio nello spazio che corre fra la terra e le stelle.

Pubblicato in Arte e curtura, Berardenga, Federica, Fotografie 2025, romanticamente | Contrassegnato , , , , , , , , | Lascia un commento

I ruderi di San Vito Berardenga

Rispetto a ogni visita precedente, manca sempre qualcosa: diventate macerie l’ingresso alla canonica (franata su se stessa) e le scale con la ringhiera che pare contorta da un gigante con una forza erculea.
Sempre più traballante la finestra superiore e il tetto, scomparsa la campana nel campanile a vela (si spera messa in sicurezza dalla proprietà dopo essere stata avvertita che l’affusto di legno era marcio e decrepito).
Ferita profonda per uno dei luoghi più rinomati e antichi della Berardenga: la muratura di San Vito, almeno fino al bellissimo arco ogivale del portale, è originale del Duecento e che il resto almeno fin sotto la finestrella, risale al Trecento

Non sono molti gli edifici della Berardenga a poter contare su questa datazione e a essere documentati come edifici non cristiani, come dimostra la scoperta della stipe votiva di un tempio, risalente al I° sec. a. C.
La proprietà non appartiene a una famiglia di coltivatori diretti ma alla San Felice S.P.A, ramificazione agricola delle assicurazioni germaniche “Allianz”, con bilanci discretamente euforici.
Non navigando in mari tempestosi, una minima parte del profitto potrebe essere usata per la risistemzione del proprio patrimonio storico – edilizio, oppure, se proprio si volessero massimalizzare i dividendi e dividere i calcinacci (pur essendo la proprietà soggetta alla cura del bene vincolato) “Se il bene è in pericolo o degrado, deve comunicarlo tempestivamente alla Soprintendenza competente (artt. 29 e 30 del Codice). Per far ciò esistono anche alcune agevolazioni, come l’accesso all’Art Bonus o la richiesta di contributi diretti a parziale copertura delle spese (art. 35 Codice dei Beni Culturali).

Se da una parte un privato continua a non far nulla, dall’altra gli Enti preposti possono per legge ordinare lavori urgenti in caso di rischio per il bene.

E se il proprietario non interviene, lo Stato può procedere d’ufficio con addebito delle spese (Art. 32). A tal proposito, giacché ci siamo, credo sia opportuno approfondire un aspetto.

La norma dice, appunto, che: “Qualora il proprietario, possessore o detentore non esegua gli interventi richiesti per la conservazione del bene culturale, il Ministero può provvedervi direttamente” (Fonte: Le Nostre Orme Castelberardemgo).
“Può”, ma non “Deve” per cui cambia molto la percezione fra il dire e il fare, ma ciò che è certo è la nota stonata dello Stato che debba farsi carico dei calcinacci di un bene storico sempre mal curato e considerato da una società di capitali.

Pubblicato in andrà tutto bene, Arte e curtura, Berardenga, Etruscany, Federica, Fotografie 2025, italians, La Porta di..... | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Messa della Neve con Vertine illuminato di candele

Tutto inizia nel 352 a Roma sotto il Pontificato di Papa Liborio, quando il patrizio Giovanni, non avendo figli decise di donare una cospicua somma alla Chiesa per erigere un santuario.

Si narra che la Madonna apprezzò il dono e indicò il luogo dove costruire questo nuovo edificio con una nevicata fra il 4 e 5 di agosto. Venne eretta così Santa Maria Maggiore.
Una tradizione antica, che a Vertine veniva celebrata nella piccola cappellina privata dedicata proprio alla celebrazione di questa nevicata fuoi stagione, riesumata lo scorso anno e portata di nuovo avanti per la gioia dei vertinesi e di Padre Damiano che tanto si dedica a questa piccola comunità.
Vertine riempito di candele lungo il percorso della processione è uno spettacolo pur nella gioia di ogni giorno, con tutti i partecipanti al rito riforniti di candela, con un serpentone di luci ondulanti che ha percorso le stradelle del paese prima di ritornare in Chiesa al suono dell’organo e con il fumo d’incenso che fuoriusciva dalla porta che pareva la bocca di un vulcano. A seguire rinfresco con crostate e vinsanto. Fonte: Il Cittadino

Pubblicato in Arte e curtura, Chianti Storico, Federica, Fotografie 2025, La porta di Vertine, persone | Contrassegnato , , , , , , , , , , , | Lascia un commento