Esempio di flavescenza dorata

flavescenza dorata

Le foglie della vite diventano rosse pur non essendo nè colorino nè di matrice franciosa (che hanno in autunno licenza poetica di essere porpora).
I tralci non lignificano, non induriscono, virano al giallo, pieni di noduli e sono tenerissimi, tanto che per l’annata successiva la pianta non riesce a vegetare e si atrofizza.
Fase di potatura pericolosissima, dato che le forbici possono trasmettere la patologia a una vite sana e indurla a deperire.

Serve portarsi dietro alcol per disinfettare la lama, serve che personale qualificato compia l’azione di segnalare la pianta (che non potrà vegetare avendo i razzolini cortissimi e stenti) serve rimuovere e bruciare il veicolo d’infezione.
La cicalina (farfallina portatrice della flavescenza) deposita le uova nel legno vecchio, quindi è sempre saggio bruciare le potature invece di tritarle nei filari.
I vecchi contadini erano usi mettere “delle trappole” fra le vigne: dei mazzetti di sarmenti legati e in giro, in modo da far depositare le uova e poi bruciarli nei forni o nel campo.

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