Dal terzo Piano della Pinacoteca Nazionale, chiusa per lavori di manutenzione dalla metà di dicembre, sono stati travasati presso il Santa Maria della Scala, i capolavori dell’arte del nord (non vento salviniano) dei maestri fiamminghi, della “Collezione Spannocchi” donati alla città di Siena nel 1835, frutto degli acquisti dei Gonzaga mantovani e degli Spannocchi Piccolomini senesi.
Tutto cominciò nel Settecento, con il matrimonio di Caterina Piccolomini di Modanella e il barone Giuseppe Spannocchi, entrambi di famiglie nobili senesi: quella che si formò con la loro unione nelle sale del palazzo Spannocchi in San Domenico, fu una collezione ampia e preziosa, ricca di testimonianze dell’arte nordica, fiamminga e tedesca.
Da ammirare il San Girolamo di Dürer datato 1514, Lucrezia, la decapitazione del Battista, attribuita a un collaboratore di Altdorfer e la Torre di Babele.
La mostra dura fino al 5 maggio