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La passeggiata – curata da Radici in Chianti – fra le vigne e le raffinate “pettate” delle care vigne di Gianluca, con il risgorgare poi in ampie vedute e salite da Vistarenni e San Donato e rientro a Vertine per il pranzo di arista e fagioli.
L’accensione di lavanda, alloro, aghi di pino, cipresso e frasche di leccio del girarrosto con a seguire i giochi dei bambini a nascondino per i vicoletti come quando s’era noi ragazzi.
La storia di Vertine rielaborata da una ricerca di Alfonso Sderci e narrata da Vito De Meo, il bar, quegli arnesi farciti di Nutella che hanno fatto il fumo, cena, gran bella musica in piazzetta del Pipa, e tutto il giorno il mercatino dei collezionisti e degli artigiani… a sera inoltrata discoteca in piazza della chiesa.
Il giorno dopo pare che non sia successo niente, il paese è di nuovo tirato a lucido, brillante di zinnie e gatti malinconici che hanno passato la nottata ad annusare il braciere vuoto di salsicce che si sono sentiti passare davanti senza mai assaggiarle. Arrivederci a tutti al prossimo anno.