Coltello e minacce della Berardenga

E’ una situazione di isolamento e disagio che si prolunga da decenni cui il caldo, l’emarginazione, le notevoli tare e le strizze economiche, rendono un nucleo familiare malleabile come la nitroglicerina esposta ai fiammiferi o all’innesco elettronico.

Ne sono sempre ben al corrente l’Amministrazione Comunale, i sereni Servizi Sociali, la locale Stazione della Benemerita e vari Prefetti che nel tempo si sono succeduti – alcuni dei quali si sono opposti allo sconforto con delle misure di aiuto e di intervento rapido che poi il tempo ha arenato – ma che nel preciso istante hanno portato sollievo e sorriso alla popolazione intera (ma soprattutto al nucleo familiare che vive con il perenne “colpo in canna disagiante”).
Nella Berardenga il motto Gramsciano dell’essere partecipi e presenti è finito nell’indifferenziato da decenni… ognuno da dietro le finestre (come nella Trinacria ottocentesca) aspetta che altri risolvano i problemi altrui senza che la “gente perbene” ci metta la faccia e si renda partecipe.
Il disagio c’è, esiste, è verificabile e incontrovertibile (anche se rientra fra le note di colore dei vari muriccioli, panchine, ferri della chiesa e conventicole opinionistiche sterili locali) anche per i tanti turisti (che si affacciano ai nuovi luoghi pubblici tanto reclamati) che si trovano di fronte un muro di turbe psichiche di età diverse prima di entrare in un luogo che prima era privato e da poco è diventato Pubblico.

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1 risposta a Coltello e minacce della Berardenga

  1. Avatar di andrea castellano scrive:

    I cervelli sono sempre quello che sono e sempre nessuno che se ne piglia cura dal punto di vista professionale…

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