Il comune di Gaiole in Chianti rialza i capanni di caccia e le reti di protezione per i cinghiali

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Il comune di Gaiole cerca di rendere la vita possibile agli agricoltori cercando di tappare le falle di chi ha il potere e le competenze per arginare il problema ma invece, nei fatti, non mette in atto l’unica cosa possibile per rendere la vita possibile a chi coltiva: la drastica riduzione del numero degli ungulati che affollano le campagne.

La Regione Toscana, così rapida nel creare la norma per far riedificare i capanni dei cinghialai fatti abbattere dalla forestale come abusi edilizi, così prodiga nel limitare la presenza del lupo per i danni agli allevamenti, ma così sonnolenta quando si tratta di far applicare le norme sulla gestione del cinghiale.

Così lenta e faraginosa che si inventa nuove norme per il contenimento degli ungulati e intanto prende e perde tempo per risolvere il problema.

L’abbrutimento del paesaggio che ha subito il Chianti con le recinzioni è dovuto ad un problema che non si vuole affrontare.

Il comune di Gaiole fa ciò che può su un argomento su cui non ha competenze per permettere alle aziende di sopravvivere e permettere loro di avere una toppa legale sul come chiudersi in casa, ma l’origine del tutto si chiama cinghiale, daino, cervo e finchè la Regione non si adopera seriamente per ridurre il numero di questo bestiame allevato nei boschi, il tema sarà sempre caldo e gli animi esasperati.

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3 risposte a Il comune di Gaiole in Chianti rialza i capanni di caccia e le reti di protezione per i cinghiali

  1. sergio ha detto:

    Anche a Siena città il problema è serio……

    IL PROBLEMA UNGULATI TORNA IN CONSIGLIO COMUNALE

    Approvata la mozione presentata da Massimiliano Bruttini

    Torna nuovamente in Consiglio Comunale il problema degli ungulati con la mozione a firma di Massimiliano Bruttini (PD), nella quale sottolinea che “nonostante l’attenzione posta al problema e le sinergie attivate non si è verificato nessun miglioramento nelle situazioni più volte denunciate. Nessuna diminuzione del numero degli animali che continuano ad avvicinarsi sempre più ai centri abitati, anche a causa dei terreni spesso abbandonati e privi di recinzioni”.

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  2. Andrea Pagliantini ha detto:

    Sorge il dubbio che finchè i cinghiali non arriveranno in piazza Duomo a Siena e saliranno qualche scalino del palazzo arcivescovile, il problema non sarà mai preso in considerazione.
    Per gli ungulati bisogna solo sperare in un intervento della Curia.

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