Il primo cinghiale avvistato dai bambini del Chianti

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Era il 1980, quando il maestro Ferdinando Anichini era uso portare la sua classe elementare a visitare i luoghi oggetto e argomento delle sue lezioni che spaziavano dall’arte della campagna, all’arte dei grandi pittori e scultori, l’educazione civica e la storia del luogo e dei grandi avvenimenti di carattere mondiale, la dura vita contadina e mezzadrile.

Venivano visitate note cantine e laboratori di analisi del vino, chiese, musei, il Senato della Repubblica, affrontata la Resistenza locale, con le storie di Bruno Bonci e della strage di Montemaggio come l’importanza di Bettino Ricasoli nella formulazione del vino Chianti.

Venne la volta in cui i piccoli di allora furono portati con i pulmini della scuola a visitare il Palazzo Vecchio e il grandioso museo degli Uffizi di Firenze.

Sembrava che i piccoli paesi di provenienza dai ragazzi potessero essere contenuti in un solo salone di questi palazzi e che le pitture sulle pareti fossero dei colossali avvenimenti che invece di essere tramandati oralmente dai nonni, grandi pittori li avessero immortalati a futura memoria.

E nel percorrere le vie di Firenze il piccolo gruppo di studenti con il loro insegnante si imbatterono nella Fontana del Porcellino in piazza del Mercato Nuovo.
Ma era un Porcellino strano. In realtà era ed è la raffigurazione di un cinghiale che deriva da una copia romana di un marmo ellenistico che il papa Pio IV donò a Cosimo I de Medici.

Dell’originale marmoreo che si trova agli Uffizi, Cosimo II fece fare una copia in bronzo a Pietro Tacca che venne collocata nell’attuale posizione nel 1640.
Fu nel corso di quella gita del 1980 che i bambini del Chianti, nati e vissuti in campagna videro meravigliati, per la prima volta nella loro vita, un cinghiale, sia pur di bronzo.

Allo stato attuale non c’è bisogno di muoversi dal Chianti per vedere i cinghiali: basta solo aprire la porta di casa per trovarseli di fronte.

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Una risposta a Il primo cinghiale avvistato dai bambini del Chianti

  1. Lallo ha detto:

    Che buffo, una volta chi abitava nel Chianti per vedere un cinghiale doveva andare a Firenze 🙂

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