Il frastuono secco delle forbici sui tralci, il fruscio degli stessi per estrarli dalle gabbie che li conducono e il suono vibrante che si tramanda sui fili di ferro, armonia del sangiovese che si rinnova perdendo i capi a frutto dell’anno precedente.
Le coccinelle che nelle viti addormentate vivono e si drusciano in quei tiepidi e insoliti raggi di sole dove costantemente si dondolano, beate di questo silenzio o del solfeggio dei tralci sui fili in quel fare vino che si rinnova di anno in anno nonostante i dolori delle stagioni si intersecano con la vita, le forbici e le bottiglie.








