Il museo etrusco di Murlo

Se un fine settimana vi viene l’idea di fare qualcosa di veramente speciale, dirigete la vostra macchina a Murlo, in provincia di Siena e non ne resterete delusi.
L”antico borgo medievale e’ una chicca, ma all’interno del Palazzo Vescovile, non perdete la visita al Museo Archeologico Etrusco, più conosciuto come “Antiquarium di Poggio Civitate”.
Il museo ha aperto i battenti nel 1988 e il progetto di recupero, ampliamento e restauro ha permesso di ospitare dei preziosissimi reperti Etruschi, provenienti dal’antico sito di Poggio Civitate e dalla vicina necropoli di Poggio Aguzzo.
Questo territorio infatti, grazie alla presenza di importanti vie di comunicazione,era in contatto con molte località dell’Etruria interna e costiera, con cui commerciava i più  svariati prodotti.
Nella vicina Poggio Civitate fin dall’800 furono scoperti oggetti etruschi e resti si edifici costruiti in epoche diverse.
L’edificio più antico, risalente al VII secolo a.C. era una residenza rettangolare, costruita su due piani, dotata di un tetto, utilizzata per differenti attività: la lavorazione del bronzo, della ceramica, o anche la tessitura.

Questi ambienti furono distrutti da un incendio e sull stessa area fu costruito un palazzo principesco (VI  sec. a.C.), di proprietà di ricchi signori locali, dotato di numerose stanze organizzate intorno ad una corte e decorato con raffinatissime sculture in terracotta raffiguranti uomini, creature mostruose, animali fantastici.
Quando i proprietari si trasferirono altrove, smantellarono e sotterrarono  il tutto , ma per fortuna, molto e’ arrivato   fino a noi.
Un viaggio attraverso queste sale, in cui sfilano gioielli, buccheri, ceramiche, corredi funerari etruschi, che ci parlano di questo straordinario popolo.
Una tra tutte toglie veramente il fiato,e’ la sala in cui e’ stato ricostruito il palazzo principesco , statue di uomini e dei, che ornavano il tetto (570 a. C.) , lì a protezione o a rendere manifesta la bellezza e la potenza dei predecessori.
Molte tegole erano ricoperte da piccole o grandi lastre in terracotta in cui furono preziosamente scolpite, scene di banchetto, gare sportive, musici o motivi floreali e animali a formare un corpo armonico  con l’intera fabbrica.
Una meraviglia e una rarità in Italia, osservare reperti raffinatissimi, testimonianza di uno spazio di vita realmente vissuto in questo luogo etrusco ancora senza tempo.

Ilaria Sciascia

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