A Emilio Frati il premio Tuscany in the World

Se la Crusca è l’accademia linguistica più antica del mondo, fondata a Firenze nel 1583, con lo scopo di contrapporsi all’Accademia Fiorentina protetta da Cosimo I de’ Medici, con l’intento di perculare quei ridondanti con satira e umorismo, non si capisce bene perchè le eccellenze toscane nel mondo debbano essere premiate con un roboante “Tuscany in the World” invece di “Toscani nel Mondo”.
Premio meritatissimo per il grande artista del marmo Emilio Frati della classe di ferro 1934, che nella sua bottega ancora opera e forma i futuri restauratori del marmo all’interno del Duomo di Siena.

Dopo la guerra, a costo di grandi sacrifici e di allontanamento dalla famiglia, si porta a Carrara, dove segue i corsi della locale Accademia, studiando forsennatamente e non tralasciando di impregnarsi di ogni minimo particolare relativo alla conoscenza e alla lavorazione del marmo e della scultura.

Qui rimane per quasi sei anni, facendo apprendistato, in una situazione di tanto lavoro, ma ben poca retribuzione: tempi duri.
Su un giornale nota un bando dell’Opificio delle Pietre Dure, alla ricerca di esperti e di restauratori del marmo. Emilio non ne è tanto convinto, un amico provvede a compilare il modulo d’iscrizione per lui e si ritrova a Firenze, a svolgere un concorso di tre giorni, per un totale di tre posti, da scegliersi fra i quasi cento candidati al ruolo, con l’incisione del marmo e la prova orale a piacere sul suo scultore mito: Donatello, che fra l’altro ha lavorato anche a Siena.

Senza neanche immaginarlo vince il concorso e inizia il lavoro all’Opificio facendo il pendolare ogni giorno in corriera fra Firenze e Siena.
Enzo Carli – Soprintendente di Siena – va addirittura al Ministero per “strapparlo” all’Opificio delle Pietre dure e ottiene che qualche giorno Emiliio lo passerà a Firenze… molti altri a Siena per il restauro di tutto quel marmo da sistemare all’interno del Duomo di Siena.

Gli occhi vispi, lo sguardo e le parole semplici di chi le cose le sa fare sia con il ragionamento che con le mani… un premio meritato da “Toscano nel Mondo”.

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