“Io mi rifiuto”, la mostra di Edoardo Malagigi a Pienza

La mostra si sviluppa in vari spazi pubblici – sia all’aperto che in esterni – nel centro storico di Pienza, con opere che sono frutto del riciclo di materiali frutto della nostra dissennata ebbrezza consumistica, nella città nata in splendido equilibrio fra architettura, paesaggio, lavoro dell’essere umano.
Non che distolga lo sguardo dalla ricerca spasmodica di cibo e lettiere alla moltitudine di passanti alla ricerca dei cipressini del Gladiatore e il dire di esserci stati come meta nei racconti d’ufficio o di ritratti di fronte ai palazzi o agli scorci più affascinanti, ma queste opere disposte nella città di Pio II sono di un raro splendore che induce a una seria riflessione.
Le bugie del potere (di qualunque origine sia: politico, economico, non laico e feudale) e le false illusioni a buon mercato che esso offre, concedendo qualche frenetica gitarella fuori porta con la sola fissa del dove mangiare per placare i succhi gastrici e sentirsi appagati.
Un mappamondo fatto di reggette da pancali, un Pinocchio fatti di trucioli di plastica ricavati da oggetti fatti per durare un barlume, lo stesso dicasi per un Premio Oscar non d’oro ma di scarti.

È da questo punto che prende forma IO MI RIFIUTO. Il titolo materializza una presa di posizione: rifiutare l’indifferenza, l’idea che il mondo esista soltanto come risorsa da sfruttare e che le conseguenze delle nostre azioni siano sempre altrove, lontane dalla nostra responsabilità.

Allo stesso tempo, significa riportare il rifiuto al centro dello sguardo, riconoscendo che ciò che viene scartato non scompare, ma continua ad agire sugli ecosistemi, sui corpi e sulle relazioni.

Pinocchio, figura ricorrente nella ricerca di Malagigi, diventa uno strumento attraverso cui mettere in dubbio ciò che siamo abituati a considerare vero.
Una grande mostra organizzata dall’Amministrazione Comunale di Pienza, visitabile camminando per la città, visitabile fino al 18 novembre.

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