Radda e Coppedè: 1926 – 2026, cento anni di stile

Una lunga ricerca di archivi e di testimonianze raccolte fra i discendenti condotta da Simone Sirocchi (storico dell’arte di Parma con radici raddesi) ha portato a conoscenza degli stessi abitanti della capitale chiantigiana un capitolo importante della sua storia recente finita nel dimenticatoio.
Si sapeva che il grande architetto Adolfo Coppedè aveva progettato i lavori per il Monumento ai Caduti, i giardini, la facciata della chiesa e della Piazza Ferrucci con relativa fontana, ma non si ricordavano i contorni e quanto aveva portato alla ridefinizione di spazi e edifici.
Subito dopo l’immane tragedia della Grande Guerra e dei lutti che non risparmiarono alcun piccolo o microscopico angolo d’Italia, a Radda c’era una grande voglia di reagire nonostante non si navigasse nell’oro e nell’agiatezza.
Venne contattato il grande architetto fiorentino (il come e il perchè sono nel libro) e molta parte della popolazione donò quel che poteva affinchè venissero realizzati i lavori.
C’è addirittura chi ricorda – per racconti familiari – che iniziarono i lavori di costruzione del Monumento ai Caduti e a un certo punto si interruppero perchè erano finiti i soldi.

La popolazione di Radda si rimise in moto fornendo quanto serviva in risorse economiche per la manodopera e materiali per arrivare alla conclusione del cantiere.
Pochi lavori Pubblici, possono essere definiti Pubblici come questi di Radda, dove la collettività donò come poteva quel che poteva.
La chiesa da un semplice tetto a capanna venne arricchita della facciata, con sulla facciata un dipinto che il tempo ha cancellato e di cui sono rimaste solo alcune sfumature.
Il grande lavoro di Simone Sirocchi ha portato alla ricostruzione storica e grafica di quelle figure che con un grande gioco di video – mapping con la colonna sonora di “Creola” (straziami… ma di baci saziami) sono ricomparse per tre giorni sulla facciata della chiesa, unitamente ai nomi dei cittadini che contribuirono fattivamente alle opere.
Da questo studio condotto da Simone Sirocchi, si è appena celebrata una tre giorni dedicata al centenario dei lavori (nella fontana di Piazza Ferrucci la data 1926, corrisponde – nei documenti rinvenuti – al primo pagamento ricevuto da Adolfo Coppedè) il cui culmine è stato la presentazione del libro “Radda e Coppedè 1926 – 2026, cento anni di stile” fatto stampare dall’Amministrazione Comunale in elegante formato dalla Casa Editrice Mandragora di Firenze.

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