Il 25 aprile del 2022

Una bella giornata di sole, di quelle con le nuvole spazzate dal vento e con la rondine che vede animarsi un paese di bandiere, strumenti musicali e splendide ortensie bianche per la chiesa.
Un Parco di lecci che d’estate dà ombra alla parola e ai pic nic, ma anche una luce flebile della memoria, di quei diciassette lavoratori della terra rubati alle famiglie e alla vita nella Prima Guerra Mondiale, che oggi hanno di nuovo i loro nomi esposti sia al ricordo, sia alla riflessione di quanto sia sporca la guerra.
Qualsiasi guerra, perchè volano arti, organi, vite, speranze e sogni, ma solo quelli delle persone normali, o di coloro che vengono messi in divisa e viene loro indicato un nemico.
Il nemico di tutti dovrebbe sempre essere la guerra e il fatto che allo stato attuale delle cose, ognuno si sente di avere sempre il dono della ragione e mai quello della riflessione.
Il confronto diventa scontro e non motivo di spiegazione: trincee opposte che siano politiche, religiose o sempre troppo spesso economiche, non considerando che ognuno di noi ha un contratto breve, a termine con la vita, con la terra che ci sostiene sempre più imbevuta di veleni e iniquità.
Questa è una Repubblica pagata con il sangue e la galera (S. Pertini) portiamola nel cuore, cercando di migliorarla ogni giorno da cittadini e non da sudditi.

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