Le castagne di Nusenna

Il signore dei gatti (che si occupava di taglio del bosco) ha il gusto della conversazione e dell’ospitalità (che sono andate un po’ in disuso) e dalle disquisizioni sul numero dei gatti al resto del mondo con l’invito a bere insieme un bicchiere di vino, il passo è breve.
Frazione geograficamente ai margini, ma nella bacheca si scorge una riunione con la presenza del sindaco per dare inizio alla Pro – Loco, nei locali del circolo in disuso che prima ancora era una scuola. Segno di presenza e attenzione.
Un ristorante di cui tutti parlano solo bene, qualcuno proveniente dal basso borro che ha ancora le caratteristiche poco ospitali della Buca, qualche sognatore che tiene nell’orto di casa una barca come accade a Vertine.
Più avanti la cura dei castagni, il taglio, il punto di innesto, il rigoglio del ramo nuovo si impenna per aria e si riempie di ricci, un giardino che d’ottobre diventa una padella forata dentro le braci del camino.
Il punto panoramico, la torre di Galatrona, il Valdarno sottostante che delle colline hanno il garbo di parare. Un materasso, un box da bambino, tanti pancali buttati lì sotto.
Segno che la civiltà dell’ignoranza arriva capillarmente anche nei punti più intrepidi.

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