E tu vento del sud forte di zàgare,
spingi la luna dove nudi dormono
fanciulli.
Salvatore Quasimodo
Nella scalinata che porta al Giardino degli Aranci sull’Aventino, il piccolo diavolo pisciava come un idrante di fronte a padre Maurizio che gli strillava di rimetterlo dentro.
Le zagare di questi fiori d’arancio riflettono in purezza chi si affaccia e contempla ciò che i secoli hanno innalzato. Muri a mattoni di centurioni e plebei, scandali, baldracche, preti e vescovi miscelati in conti correnti, sette massoniche o ipocrite botteghe oscure.
Chi si avvicina al marmo bianco terrazza sulla città eterna e non è corrotto internamente, pensa a un miele di fiori d’arancio, al Gianicolo pieno di cannoni francesi puntati sulla Repubblica, al mare che prende il colore del vino nei vicoli sottostanti la sera, all’eco degli spari resistenti di Porta San Paolo, alla polvere di porta Pia, agli eroi che ogni giorno, come il piccolo diavolo, pisciano mentalmente a getto su quest’ordine nefasto delle cose e al fascino di una città con il seno ingrossato come una lupa che allatta due gemelli.
Le foto sono di Stefania Pianigiani.















Un luogo dell’anima veramente speciale.
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All’inizio una lenzuolata di bellissime immagini con il ricordo scoppiettante del piccolo diavolo che innaffia il mondo…. poi con poche parole viene messo a fuoco il succo dei nostri difetti passati e presenti e allora l’arancia diventa amara….. parecchio amara.
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