Un borgo delizioso alla fine del Chianti e all’inizio della Berardenga.
Famoso per la festa del Luca creata da Silvio Gigli, la bellezza del paesaggio circostante, la bontà dei vini vengono prodotti qui intorno (Pagliarese, Castell’in Villa, Campacci, Colle ai Lecci prima che la porta dei bischeri desse fuoco a parte delle vigne).
Chi scrive ha tanto affetto e riconoscenza verso questo luogo carico di ricordi e di primi passi nel mondo del vino.
All’epoca esisteva ancora la bottega del fabbro, c’erano le signore che guardavano i nipoti giocare e crescere facendo la calza sulle panchine, o altre signore che nel pomeriggio organizzavano partitine a carte fra bicchierini di ottimo vinsanto.
Sempre all’epoca c’era l’alimentari, vicino alla porta orientale, che aveva quanto serviva a fare desina degnamente, a cominciare dal pane di un giorno.
Ora non so esiste ancora. Ma nutro dubbi in merito.
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C’era la bottega dell’Enrichetta accanto alla chiesa e ora c’è la posta, c’era la bottega di Baffino con dei pecorini da favola e ora c’è una porta chiusa, c’era una specie di bar gestito dalla moglie di Remino e ora al suo posto c’è il famoso ristorante, c’era il fabbro, c’era l’edicola cartoleria sempre nella piazza della chiesa, c’era la sezione democristiana e ora al suo posto c’è un bancomat, c’era la posta con buca delle lettere che dava sul pavimento dell’ufficio postale e la colla a pennello per i vaglia e mettere i numeri delle raccomandate, c’era il fabbro, la bottega del vino di Remino è l’unica rimasta come allora.
C’era e c’è il circolo del prete, c’era e c’è il circolo quell’altro.
C’è meno gente però c’è ancora un bello spirito.
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Vero Andrea!
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