Le crete senesi

La lunga salita di Monte Sante Marie, un tratto di strada bianca dell’Eroica che mette a dura prova i garretti dei professionisti, come degli amatori in cui il breccino e la pendenza in lunga ascesa al 15% mettono in risalto la solitudine del ciclista.

L’ultima volta che il Pipa ha disputato l’Eroica, a mezza salita del Monte Sante Marie ha smesso di pedalare, sgonfiato di energie ed è rimasto per un eternità di trenta secondi in equilibrio immobile sui pedali per poi franare in terra stremato.
Di fronte a lui un branco di fotografi ai quali, ancor prima di controllare se si era fatto male disse sorridendo:” Mica mi avrete fotografato mentre volavo in terra?”.

Torre a Castello fino ad Asciano sulla strada bianca, Asciano fino ad Arbia lungo la strada Lauretana.

I colori volatili e mutevoli a seconda delle stagioni, il giallo cotto del grano battuto e delle chiese di paglia, un gruppo di pecore a cercare un briciolo di verde, la polvere di jeep sui turisti a piedi, un campo coltivato a pannelli fotovoltaici, i grovigli armoniosi di discese e pendenze dolci e controverse, laghetti e schizzi di bosco incastrato timidamente fra le dune di argilla.
Asciano di cui spunta il campanile e la chiesa, l’asfalto della Lauretana e altre dune che a piedi non si arriva mai da percorrere, la luce color vinsanto della sera, cartoline di girasoli sfioriti, cipressino solitario sul poggio, tedeschi in osservante silenzio, terra grigia diventa color fosforo di fiammifero al tramonto.
Rapolano sullo sfondo, concerto di Aranjuez, una rosa piccina, una clio verde sudata.

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0 risposte a Le crete senesi

  1. Dario ha detto:

    Dalle sbarre dell’Arbia al Ponte del Garbo e ritorno conosco la strada a memoria come lavorassi all’Anas. A San Marco ci andavo a vedere Canapino allenare i cavalli.
    Alla Pievina, da Simonetta, ci s’andava a far merenda: salame, prosciutto, cacio, acciughe sotto pesto, pomodori. Unico vezzo, un’insalata di mare tiepida che non mangiavi nemmeno a Castiglion della Pescaia.
    Poi sono arrivate le segnalazioni, le guide, i trippadvisori e quant’altro e hanno rovinato tutto. Ma il ricordo io ce l’ho e gli vo in tasca.

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  2. Laura ha detto:

    Sabato sarà un percorso da fare in moto….. grazie del suggerimento 🙂

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  3. Andrea Pagliantini ha detto:

    Alla Pievina ci ho fatto qualche cena della vendemmia dei tempi di Pagliarese e incredibile a dirsi, ma ci ho mangiato fra i migliori piatti di pesce mai assaggiati.
    Passando, non ho fatto caso se fosse sempre aperto, ma l’area mi pareva piuttosto lasciata andare…. c’è sempre il ristorante?

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  4. Ricordo che un paio di anni fa il ristorante La Pievina, ha subito dei danni a causa di un incendio. Poi non so cosa hanno fatto i proprietari..

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  5. Pingback: I calanchi di Chiusure | Andrea Pagliantini

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