Vino e vino

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Scrivo con  sempre  più difficoltà di cose legate al vino, non ho la forza, non ho soprattutto la voglia e non riesco mai ad avere parole pulite e chiare per parlare di un prodotto che nel bene e nel male ha fasciato totalmente la mia vita per tanto tempo.

Questo non è un passo di carica per un addio alle armi, la voglia e la passione sono ancora alte e per il momento non mi ci vedo a fare altro, anche perchè stanno arrivando delle belle soddisfazioni e continuo nel mio piccolo a dare una mano a fare vino come credo e come sento  all’amico Filippo Cintolesi, del Podere Erbolo.

Mi trovo con difficoltà in questo mondo fatto di troppi lustrini e di troppe chiacchiere a vanvera su cose che non stanno nella bottiglia, ma intorno.

Vedo troppa gente che gravita, sa ben proporsi, sa ricavarsi una bella rendita di posizione perchè ben ammanicato con chi divulga o con una casta di persone che fa i vini tutti uguali, ma è sempre sulla cresta dell’onda, anche quando poi maschera gli errori con la famosa parola che copre tutto che è “sperimentazione”.

Sarò felice e contento quando nelle bottiglie, come nei film vedrò i titoli di coda, i nomi di chi c’è dietro, di chi si spacca la schiena con un trattore, di chi le viti le pota, di chi va a pulirle e legarle al sole di luglio, di chi con il proprio carattere e le proprie forze un vino lo fa crescere, lo fa nascere, poi, solo  alla fine il nome del regista e del produttore del film.

C’è dietro al vino un alone di magia, di mistero, di busti ingessati, di cravatte che  sentono gusto di cacciagione morta, di nuvole grinzose, di mele a maturare nella paglia, di gatti a spasso sui tetti.

Nessuno mai ci sente odore di autocisterne, di gasolio, di celle frigorifere, di foglie colorate che non ci dovrebbero essere, di legni franchi che tutto armonizzano.

No, difficile che qualcuno ci senta questi retrogusti, troppo difficile individuarli, troppo facile essere messo in croce, ancora più facile esser messi alla porta in un giochino che illumina e fa vivere bene.

Commento raramente, ma seguo sempre con attenzione e apprezzamento il blog di Franco Ziliani, Vino al vino, che ha l’onore e il merito a mio avviso oltre che di essere un gran bel conoscitore di vino, quello di non farsi incantare e di dire quello che pensa a costo di sembrare antipatico o ostile e sgorgano dalla lettura di un suo post queste mie  parole.

In una delle mie ultime esperienze vinarie, ricordo in una azienda le testuali parole di un tizio che voleva far ristruturare un appartamento e comprare una fienaia per ospitare  giornalisti e commentatori di vino.

“Il vino si vende così, mica perchè è buono o perchè si cura bene la vigna, che ti credi?”

Questo la dice lunga su chi bazzica questo mondo e come lo bazzica, ma comunque non voglio generalizzare, non voglio gettare anatemi e mettermi a fare il predicatore, per fortuna rimane ancora tanta gente onesta,  meno, ma ci rimane.

Ziliani, a mio avviso, ha il merito di fare il divulgatore, non l’addetto alle vendite, e dona carezze o spezza  gambe a seconda di quello che sente, di quello che crede.

Questo turbine di pensieri che faccio fatica a cementare insieme e darà alla struttura finita una certa instabilità non so quanto risulterà comprensibile a chi legge, soprattutto, non so con esattezza dove mi porterà.

Ho scoperto però che non vi è niente di più bello e appagante che fare quello che ci si sente di fare o di manifestare cose che ci si sente di dire. E’ questo, almeno sarà un vino sincero.

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7 Responses to Vino e vino

  1. Avatar di Franco Ziliani Franco Ziliani ha detto:

    caro Andrea, una forma di pudore mi aveva impedito sinora di ringraziarti di cuor per le tue parole che mi hanno scaldato il cuore e riempito d’orgoglio. Dire che il sottoscritto “dona carezze o spezza gambe a seconda di quello che sente, di quello che crede” é una delle più belle soddisfazioni che mi siano capitate in tanti anni di attività come cronista del vino. Grazie di cuore e una forte stretta di mano
    Franco

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  2. Avatar di Pierpaolo Paradisi Pierpaolo Paradisi ha detto:

    Molta amarezza … più che giustificata …
    Anzi, condivisa …
    Il ns. peccato mortale ad esempio, ci dicono, (ci occupiano della produzione di articoli per la promozione e la divulgazione del vino e di numerosi prodotti enogastronomici) è quello di divulgare con troppa facilità …

    In altre parole pare che a tutti vada bene lo status quo … rendere incomprensibile un concetto (la degustazione) in primo luogo per non evidenziare i punti deboli del prodotto vino (sarebbe autolesionismo) e in secondo luogo per rendere necessaria l’esistenza della casta dei divulgatori, al soldo delle aziende.
    Roba da medioevo, vista così …

    Ziliani come ho avuto modo dire nel suo blog è un Modello che viene imitato e per questa sua posizione induce inevitabilmente oltre che il desiderio di somigliargli anche il risentimento per non riuscirci.
    L’astio nei suoi confronti nasce dal risentimento di non riuscire a stargli al passo.
    Tutto qui. La sua preparazione non è in discussione.
    I suoi modi?
    Se la rivoluzione non è un pranzo di gala, come diceva qualcuno, ebbene neanche il giornalismo mi pare lo sia … ;o)

    Ciao
    Pierpaolo

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  3. Avatar di Andrea Pagliantini Andrea Pagliantini ha detto:

    Io vedo l’approccio di molta gente davanti ad un bicchiere di vino.
    Qualcuno ha timore di portarlo alla bocca e dire quello che ci sente,nel senso se è buono oppure no, non c’è bisogno di sentirci romanzi illustrati e di dargli un peso in più rispetto a ciò che è: un alimento.
    La degustazione è finalizzata ad un certo tipo di persone e di divulgatori che incutono timore e ne condizionano purtroppo i consumi e gli acquisti.
    Chiunque può e deve avvicinarsi ad un bicchiere di vino, è un piacere a tavola, non un centellinamento di sangue di San Gennaro.
    Magari sarebbe bello per gli appassionati o per chi si avvicina vedere chi c’è dietro, chi produce, non le solite faccie di circostanza che promuovono o stanno alle fiere.
    Dietro un prodotto, specie così difficile e intrigante come il vino, ci sono storie, umori, caratteri, questi incidono nel vino e sarebbe bello che la gente lo sapesse e sapesse chi vi è dietro.
    Ziliani, è Ziliani, è un grande competente e un divugatore serio ed onesto,non credo ci sia molto da aggiungere.
    Se assaggiasse un vino che faccio io e me lo stroncasse perchè non gli piace, avrebbe ugualmente la mia stima ed ammirazione.
    Per il resto, si l’amarezza è tanta e non è difficile coglierla quando scrivo di argomenti vinari, anche tu avrai le tue storie in questo mondo.
    Bella la citazione di Rivoluzione e pranzo di gala riferita al giornalismo

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  4. Avatar di Pierpaolo Paradisi Pierpaolo Paradisi ha detto:

    Eppure come si dice, fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce … ;o)
    Credo che le cose stiano cambiando …
    Noi cerchiamo di fare la ns. parte, tu la tua … e a giuducare dal tam-tam, anche molti altri fanno la loro.
    Bisogna solo andare avanti e non farsi avvelenare il sangue da quello che vediamo, ma sorridere al mondo che immaginiamo.
    Ciao
    Pierpaolo

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  5. Avatar di Andrea Pagliantini Andrea Pagliantini ha detto:

    Non so se le cose stiano cambiando, n questo aspetto scuramente non sto cambiando io.
    Sento aria nuova e gente che apprezza molto quanto penso e come voglio portare avanti un discorso di vino, se ne trovo la voglia e le prospettive.
    Non mi avveleno più il sangue, se riesco a realizzare quello che penso e come voglio farlo senza prostituirmi bene, altrimenti il mondo è grande e vario

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  6. Avatar di Paolo Cioni Paolo Cioni ha detto:

    Ieri ho conosciuto Andrea Pagliantini, ne sono rimasto colpito per la suo grande amore verso il Vino (quello vero) fatto nella vigna, non in cantina, fatto con sudore oltre che con l’ Uva, non con gli alambicchi. Purtroppo il tempo a disposizione è stato pochissimo, ma alla prima occasione cercherò di incontrarlo nuovamente perchè starlo ad ascoltare, per me semplice appassionato in materia, è come aprire gli occhi sul vero mondo del VINO.

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  7. Avatar di Andrea Pagliantini Andrea Pagliantini ha detto:

    Troppo buono Paolo. Comunque, è anche grazie a persone come te, che apprezzano il vino, ma anche quanto vi è dietro, che trovo gli stimoli per continuare a fare vino come sento e come voglio, se poi questo non mi riesce, vorrà dire che andrò a governare i piccioni in Piazza del Campo

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