A Villa a Sesta c’è un cartello nuovo e un cartello sbiadito

Non sarebbero esistiti scrittori quali Ortensio Lando, Zenone di Elea, Giovannino Guareschi oppure Oscar Wilde (maestro moderno degli aforismi) se non fosse esistito il paradosso, oppure Sciascia, Pirandello e Camilleri che dalla Sicilia hanno narrato vicende costruite nell’illusione ottica di un gioco di specchi dove la realtà non è mai quella che sembra e la soluzione al problema è sempre un raffinato gioco di sponda per arrivare alla meta.

Da qualche mese il nuovo cartello stradale di Villa a Sesta rientra nel materiale perfetto per questi grandi scrittori dato che in un mondo normale – essendo stinti e illeggibili sia quello in entrata che in uscita – sarebbero dovuti essere sostituiti ambedue.

Ma per chi procede in direzione del Chianti si trova un pimpante cartello nuovo con sopra tutte le indicazioni del caso, mentre invece per chi procede in direzione del capoluogo della Berardenga il pannello resta il medesimo stinto.
E’ anche vero che con le moderne diavolerie elettroniche non c’è viottolo di campagna che non venga segnalato nel proprio telefono su mappe efficentissime, ma togliere il sublime fascino statale di fare le cose a mezzo senza neanche farci caso, è come togliere le basi all’ironia e alla letteratura.
Cambiare un cartello si e uno no non è per leggerezza o per burocrazia avvitorcolata su se stessa: ha un senso letterario e poetico, serve a ricordarci che l’indolenza è una virtù…

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