
















E’come quando in casa prende la noia del consueto e di notte piglia l’impulso di cambiare disposizione alle cose e agli arredi smuovendo soprammoboli, tavolini e cassettoni, quando una certa legge della matematica certifica – incagliatasi – fin dai tempi della scuola che: “Cambiando l’ordine degli addendi, il risultato non cambia”.
Questa vecchietta mostra del Vecchietta, al secolo Lorenzo di Pietro, poco aggiunge e poco pretende: spostamento di santi, icone e relique di ossa vecchie disposte in un paio di stanze e un’altra dove sopra un tavolo è aperto un catalogo e alle pareti foto di elevata pregevolezza a far da sfondo a una diversa disposizione, con un Pier Pettinaio che di tutto questo è discretamente perplesso.