

















Una gremitissima Sala delle Lupe di Palazzo Pubblico a Siena con la conduzione (nella tecnica e nei sentimenti) di un viaggio in bianco e nero, seppia e poi a colori grazie alla sapienza di Vincenzo Coli -scrittore e giornalista, suo il libro dedicato a Siena “Quando i cinema avevano la coda” – e Adele Betti storica e critica cinematografica il cui guardare indietro carico di giovinezza per scrutare il futuro è un sole carico di speranza.
Un ciclo di incontri settimanale a tema diverso, organizzato dal Comune di Siena e Toscanalibri, con la direzione artistica di Francesco Ricci e la collaborazione di Massimiliano Bellavista.
Marcello Mastroianni, il divo timido, tre volte candidato all’Oscar, due volte premiato come migliore interprete al Festival di Cannes passato prima di tutto da tempi grami, da ruoli brillanti e seducenti a drammatici e riflessivi.
Chiunque ama il cinema ha uno stralcio di Mastroianni nel cuore, impresso come uno dei suoi tanti personaggi… Tiberio il fotografo, il professor Sinigaglia, Antonio dei Girasoli, padre Antonelli, Pereira, Gabriele di Una giornata particolare.
E come non pensare a Sofia Loren, collega, complice, splendore indomito di donna e come non chiudere con una frase dello stesso Mastroianni: ““Un attore fa di tutto per diventare celebre e poi, quando ci riesce, si mette un paio di occhiali scuri per non farsi riconoscere.”.