
Non le ha sparato addosso un agente in tuta da combattimento ben stirata, ma è stata lei ad andare incontro ai proiettili che le hanno tolto la vita.
L’uomo della milizia riceverà un encomio e un futuro attico costruito sulle macerie di qualche città bombardata o un bel pozzo di petrolio, così come gli imperatori romani donavano – per meriti di servizio – ai legionari che si erano distinti in battaglia, proprio come le monete romane rinvenute nel sito archeologico di Cetamura (podere e monete donati a un milite dopo la Battaglia di Azio).
Una mamma di tre bimbi con le borse della spesa e l’affetto di tutti i suoi vicini di casa e del dottore che voleva sentirle il polso e carezzare i capelli come un padre nell’ultimo spiraglio di vita.
Certo, è lei che è andata incontro al proiettile, non è colpa del pettone che ha sparato o di chi alimenta l’odio verso il diverso, verso il povero, verso chi batte ancora i piedi perchè le difficoltà sono una condizione della vita e non una malattia ripugnante e le ingiustizie verso il prossimo rimangono un motivo di angoscia per i non stitici di sentimenti.
Viene in mente che tanti tiranni sono finiti nelle enciclopedie e i loro tirapiedi più servi sono finiti per campare di nostalgia e di rimpianti, mentre i meno tonti si sono venduti l’anima e riposizionati perchè gli escrementi stanno sempre a galla.
Il tè delle cinque in tazze di porcellana, il lato migliore per l’intervista inutile, qualche rara multa a chi parcheggia sulle strisce pedonali per non disincentivare l’economia di bar e osterie.
Alla fine verrà fuori la verità: è successo quel che è successo perchè Renee non aveva rinnovato la patente.
“Sei nube
sei pioggia,
sei stella
ovunque tu sia
se ci sei
se stai arrivando
approfitta infine
per respirare tranquilla
per riempirti i polmoni di cielo
ovunque tu sia”.
Mario Benedetti