Gabin Dabirè

gabin dabirè

Nel luglio del 1988, un giovane carico di belle speranze per un futuro non osceno come il presente, attaccava al tronco di un pino un manifesto nel quale si richiedeva la libertà per Nelson Mandela (che sarebbe stato liberato due anni dopo, al termine di 27 anni di carcere, comminati dal regime sudafricano dell’apartheid).
Quel manifesto dette modo di scambiare le prime chiacchiere con Gabin, parlando per un bel po’ di quel grande uomo che era Nelson Mandela (che al cospetto di una grande ingiustizia, non aveva chinato il capo e marciva in carcere da tantissimi anni).
Probabilmente nel percorso di vita e musicale di Gabin, si scorge non propriamente marcato, in una sfumatura di sottofondo, quel sottile pensiero di amore per la libertà e per la giustizia, da parte di chi ha visto come – senza questi diritti -, le persone siano ricattabili, umiliate, offese, prive di luce.
In quel palazzo grande in fondo a Vertine risuonavano strumenti di pace e fratellanza, allenamento per i tanti concerti e le collaborazioni con tanti altri grandi musicisti.
Poi la nota stonata in un malinconico giorno di giugno piovoso che ha fatto tremare Vertine e ancora non si capisce, con un pensiero a Riccardo e Gioia rubati dell’amore paterno.

“L’istruzione è l’arma più potente con la quale si può cambiare il mondo”, Nelson Mandela.

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2 Responses to Gabin Dabirè

  1. Avatar di caparsa caparsa ha detto:

    Lo spirito nobile e fiero africano portato e suonato nel profondo Chianti. Tutta una generazione qui lo conosceva e aveva scambiato con lui almeno mille parole di libertà.

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  2. Avatar di Bombana Davide Bombana Davide ha detto:

    È stata per me una gioia ed un onore conoscere Gabin e realizzare con lui e Katia Pesti il nostro progetto “Arcaico” che serberò sempre nel cuore. Ci mancherai tanto caro Gabin.

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