Il roseto di Roma

Dal seicento fino al 1934, l’area di un ettaro che ospita il Roseto di Roma era conosciuta comunemente dai romani come “l’ortaccio degli ebrei”, in quanto cimitero della Comunità Ebraica della capitale.

Il cimitero venne spostato in un settore del Verano e tutta l’area divenne un orto di guerra, poi nel 1950 il Comune di Roma decise di ricreare il roseto che prima si trovava ai piedi del colle Oppio e da quel momento è un punto di raccolta di oltre 1100 varietà di rose che in questo periodo sono magistralmente in fiore.
Ai piedi dell’Aventino, il colle che riunì gli opposizioni parlamentari in un vano e laconico tentativo di porre fine all’orda barbarica imperante.
Mille e più rose di infinita bellezza, una sola rondine che vi volteggia sopra. Panchine di giovani eroi che si amano, turiste inglesi desiderose della fragranza di ogni fiore, coppie che stanno per costruirsi il nido e una monaca in punta di piedi che in mezzo questi affeti forse vacilla di vocazione.

Il Roseto è aperto dalle 8.30 alle 19.30 fino al 18 giugno, con l’eccezione di sabato 20 maggio, unico giorno in cui sarà chiuso per il “Premio Roma”,prestigioso concorso internazionale per nuove varietà di rose ottenute da ibridatori stranieri e italiani“.

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