Amici Miei proiettato sulla facciata della chiesa di Santo Spirito

Che cos’è il genio? Fantasia, decisione, intuizione, colpo d’occhio e velocità di esecuzione.

Strage di mondane brutalmente assassinate da bande di finocchi armati.

Ragazzi, come si sta bene fra noi, fra uomini! Ma perché non siamo nati tutti finocchi?

E poi è vero, oggi non mi va di stare solo: ci vorrebbe qualcuno con cui ridere, parlare. Ma non una puttana: un amico. Ecco, gli amici: quelli sì! Ho proprio una gran voglia di vederli, di star con loro..

Il bello della “zingarata” è proprio questo: la libertà, l’estro, il desiderio. Come l’amore: nasce quando nasce e quando non c’è più è inutile insistere, non c’è più.

Quando penso alla carne della mia carne, chissà perché, divento subito vegetariano.

Qui c’è gente che soffre per davvero, capite?! Chiamo il medico di turno, e domani ve la vedrete col professore!
Scappellato?

Sassaroli: E lui, cosa si sente?
Mascetti: Professore, non le dico! Antani, come trazione per due anche se fosse supercazzola bitumata, ha lo scappellamento a destra!

Ma poi è proprio obbligatorio essere qualcuno?

Mascetti: Bisogna saper guardare in faccia la realtà: è stato un sogno, un sogno molto bello e basta. Tu hai diciott’anni, io ne ho cinquantadue. Non è per quei trentaquattro anni di differenza, che poi sarebbero il meno, è che il nostro amore non può avere nessun avvenire. Coraggio Titti, è meglio che ci togliamo il coltello dalla piaga e non ci pensiamo più. Ma sii adulto… Addio, Titti.
Titti: Addio bucaiolo, ci si vede domani al solito posto!
Mascetti: A che ora?
Titti: A mezzogiorno come sempre.

Fuori non sapevo cosa fare tutto il giorno. Mi rompevo i coglioni. Sarà la vecchiaia…
Eh, no! La vecchiaia è quando si comincia a rompere i coglioni agli altri!

Conte Mascetti: Dove sei stata troia??
Titti: A cavallo!
Conte Mascetti: Di chi, puttana??

Di nuovo le stelle… Come le ho viste la notte scorsa e tante altre notti: notti, giorni, amori, avvenimenti… Ho già sulle spalle un bel fardello di cose passate. E quelle future? Che sia per questo, per non sentire il peso di tutto questo, che continuo a non prender nulla sul serio? Oppure che abbia ragione mio figlio? Mah! […] Però è stata una bella giornata: bella, libera, stupida, come quando s’era ragazzi. Chissà quando ne capiterà un’altra…

Io restai a chiedermi se l’imbecille ero Io che la vita la pigliavo tutta come un gioco, o se invece era lui che la pigliava come una condanna ai lavori forzati, o se lo eravamo tutt’e due.

Mascetti: Mi scusi dei tre telefoni qual è come se fosse tarapia tapioco che avverto la supercazzola? Dei tre…!
Infermiera: Come?
Mascetti: Non m’ha capito bene, volevo dire dei tre telefoni qual è quello col prefisso?

Ma quando cresci, babbo? Quando la smetti di fare l’imbecille?

Bisogno sempre… elemosina mai

Anch’io ho sofferto, ho sofferto come un cane: per quasi tre quarti d’ora

Allora levatevi da’ coglioni che devo morire.

Ma che, è morto sul serio?

Porca puttana! Come vorrei che venisse fuori un funeralone da fargli pigliare un colpo a tutt’e due quei lì: e migliaia di persone, tutte a piangere, e corone, telegrammi, bande, bandiere, puttane, militari…

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0 risposte a Amici Miei proiettato sulla facciata della chiesa di Santo Spirito

  1. alessandro ha detto:

    C’ero, una serata bellissima in compagnia degli zingari 🙂

    Mi piace

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