La lepre e l’uva

Aspetta il tramonto mentre valuta con parsimonia quali fili d’erba gustare cavandosi la sete beccando un chicco di Sangiovese e rizzando le orecchie per l’abbaiare di un cane lontano. Due passi anti calorici prima del ricovero sotto la gramigna di un filare per pararsi dal calo luminoso e l’umidità della notte.

Corri leprina corri.

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0 Responses to La lepre e l’uva

  1. Avatar di ag ag ha detto:

    Bellocci quei grappoli, considerando l’annata

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  2. Avatar di silvana biasutti silvana biasutti ha detto:

    Una volpe – quella volpe che avevo ben individuata e fotografata – mi ha privata dei miei coniglioli vignaioli. Spero che dei bipedi bighelloni e un po’ fanfaroni, non ci privino delle volpi in vigna, presenze scaramantiche, animalini che ci fanno sapere che siamo – nonostante tutto – ancora vivi!

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  3. Avatar di Andrea Pagliantini Andrea Pagliantini ha detto:

    Quei grappoli purtroppo sono stati ghermiti dalle fiamme del fuoco e non esistono più in questo momento.
    Le volpi sono un aspeto della campagna con le quali si deve competere in arguzia per fregarle, altrimenti a fucilate (o con le esche avvelenate) tutti i bischeri son capaci.

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  4. Avatar di silvana biasutti silvana biasutti ha detto:

    Eh sì, poi le volpi non danno fuoco al bosco, e nemmeno i ghiri o le spinose…

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  5. Avatar di Andrea Pagliantini Andrea Pagliantini ha detto:

    Infatti, mai visto un fagiano, uno scoiattolo, un istrice dare fuoco a un bosco e poi mettersi a guardare l’effetto che fa.

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