Vi sarà capitato di dover fare una visita specialistica, un esame radiologico, una risonanza magnetica, un esame del sangue ecc.
Telefonando al centralino della Asl ai primi barlumi di primavera, vi verrà risposto di tenervi pronti e presentarvi digiuni una mattina alla vigilia delle festività natalizie.
Non sapete se la centralinista sta scherzando o dice sul serio, ma poi capite (tristemente) che non sta scherzando e iniziate velocemente a prendere contatti con la prima clinica privata che capita cercando di spuntare un buon prezzo sull’esame che magicamente potete fare subito il giorno dopo “perchè un signore che ha la febbre domattina non può venire e se mi dà conferma, lei alle otto è il primo della lista”.
Funziona grossomodo così, chi frequenta ospedali prima o poi inciampa in queste parole.
Quello che forse non sappiamo è che gli onorevoli, (anche con una legislatura o anche solo mezza e poco più, che gli fà maturare la pensione) siano di destra o di sinistra, possono fare a meno della trafila in ospedale per un esame specialistico o una radiografia.
Non perchè hanno il vantaggio di poterla fare subito, sia ben chiaro, la lunghezza dell’aspettativa è uguale per tutti e non ci sono privilegi.
Semmai possono fare gli esami nella più scintillante e premurosa clinica privata per poi mandare gli estremi della fattura agli uffici economato della Camera o del Senato per ottenere il rimborso parziale, ma abbondante dell’esame appena svolto.
Dicono che in Italia ci sia grossa crisi………….. (onorevoli esclusi).
Votantonio, votantonio, votantonio………..



Se tutti vogliono andare a sedere in quelle seggiole, un motivo ci sarà o siamo così candidi e ingenui da pensare che lo fanno al nostro servizio?
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