Passi su lastre di pietra attraversate nei secoli da ogni tipo di calzatura che hanno levigato pensieri e grida di gioia miste a lacrime di vittorie dei colori del mare.
I piedi visti da nuovi camici bianchi finiscono per portare spesso fra queste viuzze strette e antiche alla ricerca di gesti quotidiani uguali ma sempre diversi come la stesa del bucato alla finestra, un’immagine perfida in altre città, ma qui estremamente tendente alla gioia e sinonimo di vita serena.
Passano signore anziane con la busta della spesa, passano gli operai del comune a pulire la strada, passano signore truccatisssime chiuse in gipponi dai vetri fumè che a fatica si muovono fra le viuzze ed hanno fretta di andare da nessuna parte, passano giovani turisti bianco latte con la gioia negli occhi.
Ci sono piccioni a cui brucia il culo per i troppi avanzi di panini e pizze di plastica lasciate in giro da serpentoni di gitanti e miopi indigeni.
Passano gringos assonnati e firmati davanti all’odore di soffritto di cipolla sedano e carota del ristorante della Sonia, passano piacevoli pensieri increspati dalle onde affettive su queste antiche lastre senesi della Contrada del Mare.
Passano per incanto nella diraspatrice i primi pensieri sbiaditi che hanno condotto fra queste vie, scompaiono ipocriti perbenisti e apprendisti picciotti.
Strade biancazzurre dell’Onda.












sull’Onda nessun commento? scherzo!
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Le contrade sono tutte belle, Siena è Bella……
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Vedremo quando parlerò della Torre se raccoglierà più successo di commenti.
Si, Siena è bella, specialmente in questo periodo.
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Io già mi preparo, allora.
Ma è proprio vero quanto dice Vita.
Ciao, Dario
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