E’ una collina ripidissima, coperta alle spalle ed esposta ad ovest-nord con un torrente che scorre sul fondo, solitamente il primo sole (sorgendo da dietro) lo vede in tarda mattinata.
Tanti anni fa fu abbandonata a se stessa.
Adesso viene riesumata e ripulita, un posto poco adatto al Sangiovese, che darà sempre grandi problemi di maturazione e sanità delle uve, un vino di poca struttura corposa, tonalità, poco ricco di alcol nelle annate stitiche o normali e intorno i 12 gradi o poco più nelle annate da ricordare (sempre però con acidità totale elevata).
Di certo è un ettaro e mezzo che si adatta più al merlot o uve coloranti che al sangiovese.












voto per il merlot, anche questo non verrà eccezionale, o almeno per le prime annate,
ma il clima x questo vitigno va discretamente bene, per lo meno, credo. Ambra
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Culturalmente la tua è la scelta più azzeccata, ma per farci cosa?
Un altro noioso supertuscan?
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Scusami Andrea, ma chi è il soggetto che vuole smantellare il bosco? Nessuno pensa che con quelle pendenze si rischia grosso a valle?
Onestamente non capisco, con la crisi che c’è, come si possa pensare di fare ancora nuove vigne, su un terreno del genere poi…
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Ciao Roberto, non sò come stiano esattamente le cose, però gli interrogativi che poni sono più che sensati avendo visto come è messo il posto.
Neanche fossimo nel periodo di vacche grasse di qualche anno fa, dove in ogni spicchio di terreno si tentava di impiantare una vigna purchè venisse uva senza guardare tanto alla qualità finale.
O forse la crisi la avvertiamo solo noi? non sò….
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ciao Andrea,grazie……..io sapevo che se sono passati piu’ di tot anni….ed e’ rimasta incolta una superficie agricola diventa bosco arborato(cioe’ ginepri ginestre….ecc…)….e non puo piu’ essere rimessa in coltura……strano che la forestale abbia autorizzato……per fare un vigneto e’ necessario il vincolo idrogeologico…..che rilascia la provincia……sotto il parere e la verifica proprio della forestale…….poi un’altra cosa…..i filari se vengono posizionati per rittochino…….e’ una violazione perche’ di fatto la provincia di siena ha espressamente vietato tale disposizione su i nuovi impianti……..misteri della campagna senese…….
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Si, conosco quali sono le disposizioni per l’incolto che deve ritornare superficie agricola e le competenze che hanno la forestale e la provincia.
Però ho finito da un pezzo di stupirmi…………
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Se continuiamo così fra un pò si vedranno le vigne dal bivio di San Sano-Pievasciata fino al ponte delle Fontanelle ;-))
Tanto che vuoi….la brinata lì non c’è mai…………….
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Guarda che ne esistono anche di più scandalose di posizioni e sono piantate davvero a vigneto.
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Mi rifaccio al commento di Michele per aggiungere qualche dettaglio tratto dalla mia esperienza.
A parte l’autorizzazione all’impianto che deve essere rilasciata dall’ufficio vigneti della Provincia, occorre presentare una domanda di autorizzazione al Comune. Questa autorizzazione che si richiede e’ una vera e propria autorizzazione “a costruire”, quindi deve essere corredata da un progetto e da una relazione d’incidenza. Questo e’ perche’ i vincoli esistenti possono essere piu’ d’uno. Nel caso in questione, vicinissimo a dove mi trovo io, i vincoli sono: idrogeologico, paesaggistico e in piu’ il cosiddetto SIR (sito d’interesse regionale) “monti del Chianti”, ora diventato sito d’interesse comunitario.
Per la cronaca al sottoscritto la sola documentazione e’ costata poco meno di 2500 eurotti.
Interessante poi sarebbe leggere le “prescrizioni speciali da osservare obbligatoriamente” che vengono inserite dall’amministrazione autorizzante a integrazione dell’autorizzazione.
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Sacrosanto quello che dici, così facendo hai fornito una consulenza gratuita per chi non ha molta dimestichezza con le cose fatte in regola.
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