Massaggi all’uva e al mosto

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Qui si può vedere un breve video del massaggio. 

Al secondo giorno, si passa ad un’operazione che si svolge tre volte al giorno.

La rottura del cappello della vinaccia, in modo che sia sempre bagnato e non corra il rischio di un innalzamento dell’acidità volatile.

E’ un’operazione che infonde in chi la fa i profumi e gli umori di questa massa di uva che lentamente trasforma la sua carica di zuccheri in alcol e libera per le narici aromi di carbonica e di polpa viva.

Per un paio di giorni proseguiranno queste operazioni di palpeggiamento, poi una volta al giorno il liquido di ogni singolo barile verrà travasato all’aria in una tinozza per farlo ossigenare e per trasferire volatilizzandoli i vari puzzetti della fermentazione che non sono molto gradevoli sul vino.

L’uva è sana e si prevede una macerazione sulle buccie di almeno 20 giorni, prima della svinatura in modo da estrarre quanto più tessuto da quel sangiovese desideroso di fare un gran bel vino.

Poi come ogni sera alla fine dei massaggi, si attraversa la strada e si aspetta il nuovo tramonto color arancio vinsanto, con la carica di carezze lontane che questo comporta, ma si sfora in un’altra categoria di postche non è fare vino.

Mi spiace solo non poter far sentire i profumi che si liberano da quel sangiovese.

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0 Responses to Massaggi all’uva e al mosto

  1. Avatar di Claudio Claudio ha detto:

    Il filmato l’hai realizzato tu? o è stato preso da qualche video in giro per internet?.
    Se l’hai realizzato tu ti devo fare i complimenti …. sono ottime le riprese.

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  2. Avatar di andrea Andrea Pagliantini ha detto:

    Quella che hai visto è la stessa uva che si trova a fermentare nei barili e sto documentando ogni passaggio dall’uva al vino, quindi anche questo filmato è farina del mio sacco.

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