Una piramide di luce a Vertine

Il dolce sapore di rallegrare e fare qualcosa per chi qui vive e qui arriva, induce la fantasia a creare e mettersi in moto.
Con il bambù che cresce a pochi metri dalla Pista e fascette da elettricista è venuta fuori una piramide di quasi tre metri, con lucine, nastri rossi, fiocco, che ravvivano le tenebre.
Tanti sentimenti positivi che si mettono in moto: cura e amore del luogo, condivisione nelle piccole grandi cose, gioia e punto di ritrovo.
La prima idea era quella di mettere dei pomi al posto delle palline, ma ripensandoci bene avrebbe potuto costituire un’attrattiva troppo golosa per la cena dei cinghiali – che di notte escono dal folto del bosco – e ciò avrebbe comportato lo sconquasso di tutto il lavoro fatto.

Pubblicato in Arte e curtura, Federica, Fotografie 2025, La porta di Vertine, persone | Contrassegnato , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Intervista al cassiere PAM licenziato a Siena

Il mondo gli è crollato senza che lui avesse il tempo di accorgersene. Licenziato in tronco da Pam per aver fallito il «test del carrello» nel punto vendita di Porta Siena.

Con l’azienda che per altro non intende tornare indietro sul suo allontanamento, così come su quelli degli altri lavoratori coinvolti nella stessa pratica tra Livorno e Roma.

Beffa nella beffa per Fabio Giomi, 62enne di Poggibonsi, costretto a convivere con le paure del momento e con un clamore mediatico inaspettato.

Fabio come si sente dopo la mancata retromarcia da parte di Pam?


«Fino all’ultimo ho sperato che potessero cambiare idea e che si potesse aprire uno spazio di riconciliazione. Quindi la delusione è grande ma in un certo senso c’era da aspettarselo».

Da quando tempo lavorava in azienda?


«Dal 2012. Prima era interinale come addetto agli scaffali. Poi poco dopo sono stato assunto e spostato alle casse».

La causa del suo licenziamento viene ravvisata nel «test del carrello» fallito. Siete addestrati per queste prove?


«No, io non ho mai avuto contezza che si potessero fare questi test. Anzi, non ne ha avevo mai sentito parlare».

Eppure uno lo aveva superato.


«Si, era accaduto qualche mese prima. Però non era complicato come quello che mi hanno fatto, con gli articoli nascosti dentro le casse della birra».

Quando è accaduto l’episodio incriminato?


«Tra fine settembre e l’inizio di ottobre»

Gli hanno contestato subito l’errore?


«Si, hanno rotto le scatole di birra e dentro erano nascosti rossetti, matite per gli occhi, per le labbra, lacci per capelli. Tutte cose molto piccole».

Poi cosa è successo?


«Il 13 ottobre è arrivata la contestazione e il 28 la lettera di licenziamento».

L’intervista completa di Aldo Tani su CorriereFiorentino.it

Pubblicato in andrà tutto bene, persone, Porcate | Contrassegnato , , , , , | Lascia un commento

La Torre di Vertine prima del restuaro

Questa come era, ciò che si vede adesso, è stato aggiunto dall’antiquario Alberto Bruschi da Grassina che nel 1972 restaurò i vecchi sassi ciondolanti della torre con garbo, gusto e una gran bella scala moderna di ferro che ancora consente l’accesso alla torre.

Pubblicato in Arte e curtura, Chianti Storico, Federica, Fotografie 2025, La porta di Vertine, persone | Contrassegnato , , , , , , , , , | Lascia un commento

Il mandolato di mezzane

Tanti viaggiatori dei secoli scorsi sono rimasti affascinati da quelle costruzioni – non a uso abitativo – posti nelle campagne toscane quali erano le capanne da ricovero attrezzi vari.
La caratteristica principale era un traforo di laterizio a schermo fatto usando mezzane murate a coltello, per conferire quella vista sflasata caratteristica: Il “mandolato”.
Funzionale per parare la pioggia e aereare l’ambiente dove poteva essere ricoverato foraggio per gli animali.

Questo tipo di muratura nasce nel Settecento con la riforma Lorenese delle campagne… diverrà una delle caratteristiche delle aree rurali della Toscana.

Pubblicato in Arte e curtura, Berardenga, Federica, Fotografie 2025, persone | Contrassegnato , , , , , , , | Lascia un commento

Il Ghetto di Pitigliano

Un insediamento ebraico di Pitigliano ha inizio nella prima metà del Quattrocento. Crebbe a partire dal tardo Cinquecento quando in città – all’epoca governata dai conti Orsini – vennero accolti ebrei in fuga dai piccoli centri del Lazio, Firenze e Siena, in seguito all’istituzione dei ghetti nello Stato della Chiesa e nel Granducato di Toscana.

A inizio Seicento la città passò ai Medici i quali, nel 1622, imposero anche qui il ghetto. Destinarono un caseggiato lungo l’asse urbano di via Zuccarelli, fra i vicoli Marghera e Goito, dove già alla fine del Cinquecento era stata costruita la sinagoga.

Nonostante la segregazione, rimasero per lo più buone relazioni con la popolazione locale e vennero concessi privilegi eccezionali per l’epoca, come il diritto di possedere beni immobili.

Non mancarono però vessazioni da parte delle autorità civici e cattoliche. Con l’insediamento nel 1799 di un governo filo napoleonico, i portoni del ghetto furono demoliti.

Durante le sommosse contro rivoluzionarie, diversi ebrei furono accusati di sostegno ai giacobini ed arrestati; soltanto quando una truppa orvietana si mosse all’attacco del ghetto, la popolazione locale intervenne in sostegno del gruppo ebraico.

Lo scampato pericolo fu per molti anni celebrato con un Purim locale, anche chiamato “notte degli orvietani”.

Con la definitiva emancipazione (1859) gli ebrei pitiglianesi si spostarono gradualmente verso i centri maggiori. Dell’antico ghetto si conservano la sinagoga (ricostruita) e il forno per il pane azzimo pasquale, in funzione fino al 1939; nei locali adiacenti sono stati individuati e ricostruiti i tipici servizi di vita comunitaria, quali il miqveh, il macello e la cantina kasher, insieme ad una mostra di oggetti e documenti.

Quello di Pitigliano fu un centro ebraico vivace e numeroso in proporzione agli abitanti del luogo; per questo motivo, la città è tuttora nota come “Piccola Gerusalemme”. Fonte: Visit Jewish Italy

Pubblicato in Arte e curtura, Federica, Fotografie 2025, persone | Contrassegnato , , , , | Lascia un commento

Rimesso il cartello della località “Osteria della Passera”

Alcuni mesi fa qualche buontempone a cui piace la passera fatta di bandone, “rimosse” il cartello della rinomata frazione del comune di Gaiole.
Sembra una goliardata per chissà quali fini, ma di fatto si tratta di un furto di un bene Pubblico che ha ben poco di allegorico.
Visto che è la seconda volta che il pannello viene rubato, il consiglio agli utenti del bandone è di ordinare on – line un cartello similare che potrà arrivare comodamente a casa propria per pochi spicci. Fonte:Il Cittadino.

Pubblicato in andrà tutto bene, Chianti Storico, Etruscany, Fotografie 2025, italians, La Porta di..... | Contrassegnato , , , , , , | Lascia un commento

“Alle origini del Chianti”, libro di Donatella Tognaccini

La professoressa Donatella Tognaccini ha al suo attivo una fitta serie di pubblicazioni e studi nel campo del territorio chiantigiano.
Si è occupata di San Donato in Perano, Stielle, l’albero genealogico della famiglia Ricasoli, del castello prima perduto e poi ritrovato di Malclavello, la storia delle monete riemerse a Cetamura, la Pieve di San Marcellino e di San Polo in Rosso, più tanti racconti storici e di letteratura.
L’ultima pubblicazione riguarda un breve torrente che si getta nell’Arbia al ponte delle Granchiaie e – quando ha voglia – attraversa l’abitato di Gaiole: il Massellone.
Fino a non molti anni era in corrispondenza con orti rigogliosi, tomboli e pozze piene di lasche e trote.
Nel libro si apprendono molte curiosità storiche e geografiche, come la scoperta (nel 2016) da parte di Renzo Centri delle sorgenti sotto il colle di Cetamura (luoghi di importanti scavi di epoca etrusco – romana) nei dintorni del podere Fontecaresino, mentre una pietra lavorata finemente a uso rituale venne rinvenuta da Claudio Bonci nel 2021 lungo il corso del torrente.

La prima menzione dell’idronimo Massellone si ha in un documento della Badia di Coltibuono del 1085 per una donazione di due privati alla Badia.
La prima attestazione del termine Chianti riguarda un documento del XII Secolo riguardante il castello di Malclavello (nei diintorni di Barbischio).

“A quel tempo “Chianti” era già un toponimo, ma molti studiosi ritengono probabile che l’idronimo di origine etrusca “Chianti” indicasse nell’antichità la valle del Massellone, quindi è possibile che potesse fare riferimento anche allo stesso Massellone”.
E scrive la professoressa Tognaccini:” L’idronomo Chianti, corrisponde secondo il linguista Giovanni Semeraro a Clantum, ovvero “Colli delle sorgenti”.

Lo storico Antonio Casabianca riporta un documento del 1409 in cui è interessante l’estensione del termine “Chianti” alle vie di acqua: “Tessa di Cecco di San Giusto a Rentennano della “Valle del Chianti”.
Ancora più chiaro e riportato ancora nelle pubblicazioni del Casabianca un documento del 1457:” Actum in burgum Gaiuolis Vallis Clantis”, “rogato nel borgo di Gaiole della Valle del Chianti”.
Il libro è una miniera di informazioni storiche e geografiche su un piccolo angolo di mondo il cui nome si è applicato a una parte considerevole della Toscana non per storia o idrografia.
Donatella Tognaccini “Alle origini del Chianti: il Torrente Massellone” Edizioni Chianti General 2024

Pubblicato in Arte e curtura, Chianti Storico, Etruscany, Fotografie 2025, libri | Contrassegnato , , , , , , , , | Lascia un commento

Lo sbalzo termico nell’ultime foglie di sangiovese

Nelle ultime foglie di sangiovese rimaste appese fra i filari, l’esposizione a temperature fredde di notte e temperate di giorno porta la pianta a produrre antociani, lo stesso processo che avviene nelle arance di Sicilia, divenute famose per i loro gustosi spicchi arrossati.
Il sangiovese d’autunno ha la caratteristica foglia verde – oro come la nazionale brasiliana, ma di fronte a oscillazioni brusche della temperatura fra la notte e il giorno, le piante reagiscono producendo quello che nell’uva e nel futuro vino si chiama beva e profumo, nelle foglie un delicato panneggio emotivo.

Pubblicato in Arte e curtura, Berardenga, Federica, Fotografie 2025, romanticamente | Contrassegnato , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Una sedia da ufficio nel cassonetto

Bisogna essere un po’ marrani dentro per infilare dentro un cassonetto come niente fosse un oggetto che proprio lì non ha motivo di essere per la sua struttura e il suo ingombro.
Dal cassonetto in aperta campagna è stata rimossa – documentata – caricata e portata come avrebbe dovuto essere al punto di raccolta SEI più vicino (quello di Gaiole in Chianti).

Pubblicato in andrà tutto bene, Chianti Storico, Federica, Fotografie 2025, Porcate | Contrassegnato , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Berardenga, la ferita della chiesa di Barca

Rispetto a visite precedenti ci sono dei “progressi” tesi all’indietro nello stato di “conservazione” della chiesa di Barca, vecchio comunello della Berardenga.
Il tetto franato è confermato, ma la vegetazione selvatica, si sta riprendendo sia le scale di accesso, sia la possibilità di vedere la targa con i nomi delle dieci anime rubate alla vita nel carmaio della Prima Guerra Mondiale, partite per le trincee e che mai fecero ritorno.
Fino agli anni ’50 c’era un mondo che girava intorno a questo luogo, ma la memoria è sciapita e la scarsa manutenzione perpetuata da decenni, ha fatto si che il tetto arrivasse in terra e la vegetazione di rovi, edera e vitalbe, stia oscurando il pregiato edificio vittima di altri pensieri più fecondi.
Al momento c’è solo un righello nel verde imperioso… un tunnel percorso dai cinghiali.

Pubblicato in andrà tutto bene, Berardenga, Etruscany, Federica, Fotografie 2025, italians, La Porta di..... | Contrassegnato , , , , , , , , | Lascia un commento