Il centro storico di Torrita di Siena

Omettendo quelli che sono gli attuali luoghi che svolgono un centro di congrega fra ingorghi di carrelli e pinte dei nonni che hanno sempre fretta e cercando il set per un film romantico o ambientato in epoche diverse dal presente, basta non affacciarsi – dalla parte alta di Torrita – verso il basso, per immergersi in un passato attraente dove la calce non è diventata cemento, il “barrista” si liscia i baffi dondolando come una gondola sulle alghe estive della laguna, mentre abbraccia eroticamente la macchina del caffè come fosse una bella sposa da Tango.
Un bimbetto tira un sassolino nel giornale a un nonno che legge la gramigna dei tempi su una panchina e costui salta per aria come se fosse arrivato un missile di Trumph a destarlo e si rivolge al pargolo con un splendido, chiaro e incisivo: ” Tu scoppiassi te e la maiala della tu’…”

Un signore napoletano si è trasferito a Torrita alta per la quiete, come per stare a portata dei buoni pranzetti escono dalla cucina della figlia – e all’amata porchetta locale con il finocchietto – nonni che ciondolano tirandola lunga sui meriggi altrui in attesa che la pasta sia imburrata e in tavola, postini che non suonano due volte ma sgommano con le Pande nel loro privato circuito cittadino.

Torrita per aria pare la coniugazione del participio presente del verbo amare: un’amante impareggiabile che lascia scorrere chi ha fretta nella valle sottostante mentre quassù ancora ci si divide fra sostenitori di Coppi o Bartali, Craxi o Berlinguer, la simpatia di Corrado o la favaggine di Mike Bongiorno.
Di certo – ogni giorno – guardano il sole negli occhi da pari a pari.

Questa voce è stata pubblicata in Arte e curtura, Federica, Fotografie 2026, romanticamente e contrassegnata con , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento