I cento anni di Giulio Gambelli

Qualche anno indietro (per non dire decennio) fra un babbo responsabile di cantina e un signore di Poggibonsi erano freqeuntissime le telefonate serali, specie quando si arrivata nel trimestre di settembre fino a novembre.
La voce al telefono era sempre talmente alta che pareva stessero discutendo animatamente ogni volta che si sentivano, altre volta pareva che stessero veramente litigando (sempre per la tonalità di voce).
Poi sopravanzò la curiosità del giovane nel chiedere al babbo come mai ogni sera doveva arrabbiarsi al telefono e lui con un sorriso divertito disse che non stava litigando… il suo interlocutore era una delle menti più acute e il palato più sensibile al mondo in fatto di vino, ma era un pochino sordo.

Qualche anno più tardi il giovane conobbe il Maestro Gambelli a Pagliarese: una persona tenerissima, che parlava con gli occhi o per alzata di spalla con chi gli era in confidenza quando si trattava di vino, con delle scene comiche e delle battute esilaranti con la proprietaria dell’azienda che aveva sempre fretta di vendere il vino e lui di aspettare il tempo che al vino serviva.
Però allora non c’era bisogno di urlare, seguiva tranquillamente i discorsi grazie alla tecnologia che aveva inventato discreti apparecchi.
Neanche tanti anni fa una pubblicità televisiva sulle emittenti locali, illustrava la professionalità di uno studio di Poggibonsi per apparecchi acutistici… dalla vetrata del negozio traspariva il Maestro fermo e diligintemente in fila dietro al banco.
Oggi questo grandissimo uomo umile e schietto avrebbe compiuto cento anni e Poggibonsi celebra degnamente uno dei suoi figli più prestigiosi e valenti con una targa e varie iniziative in ricordo.

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