Don Vezio

Per chi ha calcato i campetti di calcio della provincia ai tempi in cui le radio amplificavano le voci di Tony Dallara e Nico Fidenco, c’è comunanza di ricordi nel dire che c’era un prete che giocava a calcio, ma quando si tratta di stabilirne il ruolo i ricordi si complicano fra chi lo vedeva come centravanti, come terribile mastino di difesa o piede delicato di centrocampo.
Il 29 giugno ci sarebbe stata una grande festa in suo onore per festeggiare il 60″ anniversario del suo sacerdozio,ma da quel gran brulone che è, se ne è uscito di scena all’improvviso, lasciando una grande pena e un bel ricordo fra tutti i suoi parrocchiani.
Come ben dice Fosco Vivi in un suo commosso ricordo, Don Vezio ha consolidato le basi di recupero e di conservazione dell’enorme patrimonio storico – culturale all’interno della sua parrocchia e anche questo sarà un altro buon motivo per ricordarlo, pur non avendo una grande simpatia per chi ricadeva sotto la Diocesi fiesolana “avversa” e vicina, da buon condottiero aretino.

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