Alò s’arparte d’Arezzo

A sentire a buco punzoni i mezzi d’informazioni, a dar retta a loro pare sia logico che Cristo sia morto dal freddo, in un posto lontano in culo ai lupi e da quel momento in poi, davvero addio a mi’ limoni, perchè si è sul punto che s’arbeve tutto e ci s’ha sempre i piedi sudici come le nane.
Cepò mettere il lesso che si vive n’epoca stranita dove i capi son duri come il legno di crognolo e non ci sarà modi di cavare il vin da fischi e sortinne senza dagnene secche a studiare e allevare i ragazzi che vengan su dritti come il collo d’un locio.
Il futuro sarà come cacare su un riccio con le emorroidi infiammate e a certi signori che comandano è come mettere una cravatta al maiale che è secco strunito… di certo poca vela.
Me fa mill’anni di rimettimi in disperte in qualche buco di campagna e fare il padrone del baccellaio per non avere nessun dintorno, specie di quelli che hanno la coscienza sporca come un bastone da pollaio.

C’era spesso Josè Saramago che spazientava spesso in piazza in cerca delle parole che gli mancavano e s’è avuto modo tante vorte di constatare che a oggi, tanti un son boni a tenè un cocomero in salita.

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