
Una costruzione di sostanza, nel mezzo di un campo d’ulivi con il niente intorno: un riparo per la pioggia quando i campi erano pieni di gente, un ricovero per gli attrezzi, un punto di riferimento per una bevuta all’ombra, per un istante di respiro dalla tramontana che infila i pertugi della giubba.
Un’istantanea del Chianti aspro e poetico che era, tanto amato dai viaggiatori di ogni età e tempo che si sono susseguiti alla ricerca del paesaggio sublime, mescolandosi a chi c’era.