Pellegrinaggio a casa di Giorgio Perozzi

“A quest’ora il Perozzi finisce il suo lavoro di capo cronista, ed esce dal giornale per andare a casa. Ah, il Perozzi sono io. Son talmente abituato a sentirmi chiamare “Il Perozzi” dai colleghi, e soprattutto dagli amici, che quasi ho dimenticato che mi chiamo anche Giorgio.

L’idea di andare a rinchidermi, dopo una notte intera passata al giornale non m’attira per nulla. E poi è vero che oggi non mi va di stare solo, ci vorrebbe qualcuno con cui ridere, parlare, ma non una puttana… un amico. Ecco, gli amici!!!

Quelli si, proprio una gran voglia di vederli, di stare con loro qualche ora, ma a quest’ora l’unica è andare a casa.
Ah, ma è tornato il figliolo del Perozzi, eh si, è la sua, solo il figliolo del Perozzi può mettere l’impermeabile alla macchina.

No, no, io non lo sopporto, specie in una giornata come questa. Quando penso alla carne della mia carne, chissà perchè divento subito vegetariano”.

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