Gli ulivi monumentali di Torre a Castello

Sgorgano da terra in una magnificenza di corpi che si avvolgono e si uniscono in un’entità sola di rami che si abbracciano.
Hanno le radici sopraelevate, come se un lento lavoro umano avesse rimosso la terra, mettendo allo scoperto gli attrattori di nutrimento di questa magnifica distesa di opere d’arte.
Impossibile, camminare in questa emozione e non pensare a “L’albero della vita“, la scultura creata dal castiglionese Andrea Roggi, che con il bronzo scruta l’animo umano di un uomo e di una donna che hanno radici d’ulivo comuni.

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