Il crocefisso di una chiesa è in restauro nella sagrestia sotto la scritta “collocazione provvisoria”.
Il vescovo chiede al parroco di non rimuovere il cartello perchè per il credente la croce non è la meta del pellegrinare, ma lo è la resurrezione.
Confortato da questa evenienza presa larga sugli altari delle chiese di campagna e con la struggente malinconia di una spiga di grano salita nel suo cielo di credente, si celebra la prima sera tiepida d’estate con una cena vegana a base di crostini di milza e fegatini, farro, fagioli cocchini, strepitoso cacio di crete senesi e seta granata come un sorriso alla finestra della riserva Badia a Coltibuono 2008.
Al fresco sotto un fico maschio che bombarda di frutti privi di polpa le cose buone della terra e della fatica assaggiate al lume di tante piccole lucciole accese arrivate appositamente dal Salento.
Grazie,Andrea,che l’hai resa possibile.La Messa per Federica ci ha riuniti. E c’ha fatto tanto bene. Anche mangiare un boccone sotto il fico maschio, in suo ricordo,col cuore gonfio e gli occhi lustri. Abbiamo stemperato il dolore,consapevoli che la vita continua nel ricordo di chi non c’è più fisicamente,ma vive dentro di noi,con tanto affetto. Un saluto a tutti
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Mi hai fatto ricordare che ho conosciuto Federica proprio sotto quel fico una sera d’estate in cui ero stato operato da poco e avevo addosso l’elettricità rabbiosa di una centrale atomica, mentre lei in quel momento era una crisalide ombrosa a forma di sottiletta magra con gli occhiali….. velocemente è tornata farfalla e ora faccio fatica ad accettare la sua mancanza.
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..e forse,allora,quella cena doveva avvenire proprio li’,anche per Lei. Considerando le peripezie sventurate di quel giorno. Non a caso,accadono le cose…Un saluto
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Si, mi sa che la ciotola di tiramisù consumata sotto quel fico a mezzanotte è riconducibile alla fine di una giornata infernale chee aveva senso terminasse li sotto.
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