La cena degli sformati

Tutto a base di  verdura aspettando i risultati, ma guardando più alla semplicità della tavola senza caviale, aragoste e Onorevole Sciampagnino Grand Cuvè Nèèèè, che alla televisione: sformati di finocchio, gobbi, zucca, carciofi e funghi.
Al momento, la formazione di un governo di salute pubblica fra le forze riformiste responsabili e arcoriane pare l’unico mezzo per salvare carrozzoni, uffici pumarola, terme, enoteche, comunità montane in pianura, consigli di amministrazione di bocciofile, vitalizi per vecchi onorevoli, concessioni edilizie, clientele, buristi e rigatini.

Mentre a Siena  Sindaco Ceccuzzi candidato del Centrosinistra alla seggiola di Sindaco ha rinunciato alla candidatura.
Uno, due, tre: bischeriiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii.

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0 risposte a La cena degli sformati

  1. una ha detto:

    Alfano pare il fratello gemello di Testa Pelata 🙂

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  2. Laura ha detto:

    Oggi ci saranno pochi commenti su questo articolo: son tutti a leccarsi le ferite e a parlare di percentuali facendo finta di non aver perso milioni di voti…….chissà come mai…

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  3. silvana biasutti ha detto:

    Commovente il “tempismo” dell'(ex) sindaco di Siena: visto nell’ottica di chi, nonostante tutto (oppure seguendo i propri particulari interessi) avrebbe o ha votato PD, se si fosse spostato dalla candidatura un paio di giorni prima, avrebbe ‘salvato’ un po’ di voti di questa Toscana che ancora si illude che il PD sia il partito dei giusti e degli onesti e delle idee luminose. Lo era, lo è stato, avrebbe potuto esserlo, lo sarebbe, lo sarà, a condizione che si rinnovi profondamente e criticamente. A condizione che non continui a raccontare e a raccontarsi solo la storia che vuole ascoltare e non quella che la gente (siamo in tanti) vuole sentire. Non c’è più tempo per promettere posti, per creare municipalizzate in cui ficcare (oltre ad alcuni in gamba, per fortuna!) le risulte utili, quelli che “hanno dato una mano a raccogliere voti” (si continua a chiamare ‘voto di scambio’); non è più tempo di cementificare – basta che sia, ma dobbiamo far lavorare le persone -, di fregarsene dell’ambiente, delle risorse naturali, dell’arte (che qui abbonderebbe), del paesaggio, dell’imprenditorialità aiutata solo a condizione che; non c’è più spazio per coltivare i propri interessi a scapito del territorio e delle sue esigenze; non è più il tempo dei troppo intelligenti per starci con la faccia e mandare perciò avanti utili idioti. Chissà se lo capisce, chi è urgente che lo capisca e che incoraggi il nuovo.

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  4. filippo cintolesi ha detto:

    Non e’ cascato, voleva scendere.
    In realta’ non si capisce cosa osti a una serie di azioni prioritarie, tutte almeno a parole volute sia dal PD che dal M5S (meglio l’MI5), una prima di tutte: una legge elettorale decente. Dopo dic si tornasse a votare. Una sorta di ballottaggio ufficioso. a distanza invece che di quindici giorni di tre o quattro mesi.

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  5. Andrea Pagliantini ha detto:

    @ una

    Alfano e Testa Pelata sono identici ed hanno in comune lo stesso spirito legalitario del loro capo, il Marchese del Grillo:”Io so’ io e voi nun siete un cazzo”.

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  6. Andrea Pagliantini ha detto:

    Non sto a girarci intorno, il PD non l’ho mai votato, come non ho mai votato le sigle che l’hanno preceduto e dovrei ribaltare completamente di testa per farlo.
    Ho moltissimo rispetto per i tanti militanti che onestamente ci credono, meno, molto meno per i cattivi maestri che invocano ogni volta il pericolo arcoriano per consolidare attorno a se la rete di clientele, interessi e posti da promettere e far sognare.
    Non mi addentro poi su come siano state cementificate certe aree vincolate paesaggisticamente e non mi voglio chiedere altro.
    Nel Monte dei Paschi il PD notoriamente non c’entrava niente, ma di fatto, stranamente ci hanno perso le elezioni.

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  7. riccardo ha detto:

    visto che sei così diretto, in modo un pò indiscreto dato che non ci conosciamo (io almeno un pò ti conosco perche ti leggo da diverso tempo) ti chiedo se sei andato per l’annullo o hai espresso una preferenza? La tua eventuale non risposta è comprensibile.

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  8. silvana ha detto:

    io invece l’ho votato, eccome. ma ho smesso da quando sto in questi luoghi. dopo aver visto più da vicino – oltre ad alcune degnissime e oneste e attive persone – un groviglio di interessi spalmati dappertutto. un peccato mortale, anzi un sacrilegio, perché qui ce ne sarebbe per tutti, ma ci sarebbero voluti dei politici dinamici, lungimiranti, intelligenti e generosi. invece ho conosciuto degli intelligenti per niente lungimiranti o generosi.

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  9. Andrea Pagliantini ha detto:

    Sono andato al seggio nonostante qualche acciacco per manifestare con la mia presenza il mio interesse e con l’annullo la mia posizione.
    Se dopo vent’ anni siamo ancora al punto di cascare nelle novelle berlusconiane espressione più totale del disprezzo delle regole e del cinismo a cui viene contrapposto solo un modo meno sbracato di gestire la cosa pubblica fatto da gente che nel quotidiano avrebbe fatto pochi salti e ama circondarsi di bischeri che li fanno al contempo sembrare statisti, mentre nel sottobosco Bepponi nell’ombra razzolano a piacimento…. alla fine, lucidamente, non è un sistema perfetto per non darsi fastidio?
    Corruzione dilagante da tutte le parti, sacrifici ai soliti bischeri, chiusura di aziende, agricoltura sbeffeggiata e burocratizzata per produrre seggiole e non eccellenze alimentari, prestiti alle banche che hanno venduto letame ai clienti….
    Poi ora a chiedersi come mai il Movimento 5 Stelle è diventato il primo partito.

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  10. silvana biasutti ha detto:

    Quelli che se lo chiedono – in primis certi giornalisti – non sono mai stati in tram (non in metro, bada bene) a Milano, in un bar, all’ora dell’uscita dal lavoro, in un frutta e verdura o similari, negli ultimi due anni.
    Magari al ristorante sì, ci sono stati, ma non hanno parlato con il ristoratore…
    C’è chi pensa che si debbano rifare le elezioni, “perché la gente si deve render conto che il paese deve essere governabile” (sentito a Radio3 stamattina): forse alle prossime non auspicabili elezioni, ci sarà qualcuno che entra con te quando voti, per ‘convincerti’ ad essere ‘ragionevole’, o si troveranno travolti dal grillismo.
    Ma tagliare auto blu, i sei livelli amministrativi (EU, Governo nazionale, regioni, province, comuni, comunità montane), gli F35, definire gli accordi con la Svizzera (che gli altri hanno concluso due anni fa), recuperare le evasioni delle aziende dei giochi d’azzardo, fare prevenzione, cambiare la legge elettorale, dimezzare i parlamentari e i loro emolumenti, punire senza esitazioni la corruzione e le collusioni, introdurre i reati finanziari una buona volta, quello no, non si fa, non c’è tempo, come non ce n’è per ambiente, agricoltura, istruzione, cultura energetica innovativa, prevenzione in campo sanitario, …. e se trovo il tempo per scrivere ‘ste cose per l’ennesima volta, è perché sento il dovere di farlo.

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  11. silvana ha detto:

    Ah! avevo dimenticato il conflitto d’interessi.
    La mia dimenticanza equivale a un lapsus freudiano. Ascrivibile al fatto che io mi sono sempre considerata “una di sinistra”.-

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  12. riccardo ha detto:

    peccato per l’annullo, pensavo che un voto per M5S ci potesse stare, perchè per dirla come il sindaco di Parma “le buone cose non sono ne di destra ne di sinistra, ma sono semplicemente buone cose”.

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  13. Andrea Pagliantini ha detto:

    Non li ho votati Riccardo, ma non sono certo miei nemici, portano avanti istanze che molti si sono dimenticati per strada a forza di tatticismi, seggiole da spartire e banche da occupare.
    Sono convinto che leveranno tante ragnatele e scarpe a punta dagli angoli contagiando anche chi (onestamente e ce ne sono grazie al cielo) sta nei partiti e si impegna dal basso nel cercare di cambiare le cose.
    Però, per cambiare davvero bisogna smetterla tutti di far finta di non vedere cosa si ha accanto spaziando in più ampi e comodi orrizzonti lontani.
    Il nocciolo della vera rivoluzione parte da qui, altrimenti si ricomincia a costruire sogni sul fango, anzi sulla mota che suona meglio.

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